Partecipanza al lavoro «Terminare entro l’anno la divisione dei capi»
CENTO. Prima di tutto la divisione ventennale dei capi. Una priorità per dare risposte ad agricoltori, capisti e cittadini. A seguire le modifiche allo Statuto, con l’apertura alle donne, e al sistema elettorale.
Questi i punti alla base del contratto di governo della Partecipanza di Cento, sottoscritto da 11 consiglieri. Sono il presidente Oliviano Tassinari con Fausto Gallerani, Fabrizio Balboni, Valter Balboni (Famiglie Partecipanti), Raffaele Gilli, Sandro Balboni e Renato Borgatti (Prima di tutto la divisione), il vicepresidente Vasco Fortini e Sauro Bregoli (Partecipanza Autonoma); e Massimo “Ciacci” Pirani e Massimiliano Borghi. Dai due consiglieri “distaccati” della Casa del Partecipante, la decisione di «entrare in coalizione nell’interesse del territorio, per non rinviare la divisione, ed evitare un altro commissariamento».
Un accordo che punta, come condiviso da tutto il consiglio, sulla volontà di progettare e realizzare la divisione dei capi, a cui si aggiunge l’impegno di «unire il cambiamento e l’apertura ai giovani».
A rappresentare l’esperienza, già segretario della Partecipanza di Pieve, il neoeletto presidente Oliviano Tassinari. A lui, il compito di «portare a termine entro il 2019 la divisione e l’assegnazione dei capi, per essere poi perfezionata entro il 2020».
Poi dal 1 gennaio 2021 l’avvicendamento: presidente diverrà Massimiliano Borghi a «garanzia di un ricambio generazionale e con l’obiettivo della riforma dello Statuto, che vuol dire dare pari diritti alle donne (escluso al momento la trasmissibilità del diritto), delega al figlio del partecipante e modificare il sistema elettorale. Proposte per la Partecipanza del futuro che verranno sottoposte al voto dell’assemblea dei capisti entro il 10 ottobre 2021. In questa fase entrerà nel vivo il lavoro di recupero e risanamento del territorio che in parte ci è sfuggito di mano».
Tra i problemi proprio, la sistemazione di strade e stradelli: «Ci attiveremo, già dalla prossima settimana, per i primi interventi. Entreremo poi nel merito della costituzione del Consorzio, nella consapevolezza che sarà necessario allargare l’accordo non solo al Comune, ma anche ad altre istituzioni e realtà, ad esempio Clara». Da parte del nuovo governo, «una assunzione di responsabilità» ma anche un appello rivolto al Comune e alle consulte, sulla necessità di affrontare il problema di fossi e scarichi delle acque reflue. —
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