La concorrenza asiatica sta mettendo in ginocchio il riso Igp del Delta del Po
Cenacchi (Confagricoltura): regole meno rigide per i paesi esportatori anche sull’utilizzo degli antiparassitaria. L’Ue applichi le dovute salvaguardie
«Veniamo da anni pesantissimi, l’invasione di riso orientale in Italia ha creato una crisi senza precedenti, con aziende non in grado di rimanere competitive a fronte di rigide regole produttive stabilite dai disciplinari; norme quasi inesistenti nei Paesi esportatori del sud-est asiatico, che riguardano anche il tipo di antiparassitari e il loro utilizzo, non sottoposto a particolari limitazioni e controlli, per non parlare dei diritti dei lavoratori».
Lo afferma Giampaolo Cenacchi, presidente provinciale e regionale della sezione Riso di Confagricoltura, nonché membro della giunta esecutiva di Confagricoltura Ferrara, che ricorda che l’Italia produce circa metà del riso europeo e che a Ferrara si coltiva il 90% del riso prodotto in Emilia Romagna, terza regione in termini di produzione dopo Piemonte e Lombardia.
C’è grande preoccupazione tra noi produttori – prosegue Cenacchi – perché si registra un aumento dell’import di riso lavorato Japonica dal Myanmar, che non è soggetto al pagamento del dazio. È evidente il tentativo degli operatori birmani di non perdere quote mercato nell’Ue in seguito all’applicazione della clausola di salvaguardia sull’Indica, e infatti nel mese di aprile le importazioni di riso lavorato Indica dal Myanmar sono risultate molto contenute (meno di 1.000 ton.) grazie agli effetti della clausola di salvaguardia, ma non per il riso Japonica. Secondo i dati forniti dalla Commissione europea, dall’inizio della campagna fino al 31 marzo l’Ue ha importato dal Myanmar 22.760 tonnellate di riso lavorato Japonica, mentre nel solo mese di aprile le importazioni hanno riguardato ben 11.260 tonnellate. In altre parole, tamponata dalla clausola di salvaguardia l’emergenza sul riso Indica applicata dall’inizio dell’anno per questa tipologia di riso lavorato e semilavorato, ora si ripropone per il prodotto Japonica proveniente dall’ex Birmania. A ciò si aggiunge l’intesa tra Ue e Vietnam che prevede un contingente di importazioni agevolate sul mercato europeo di circa 80 mila tonnellate. Il nostro riso del Delta del Po Igp ha grande valenza per l’ambiente. Per i produttori è fondamentale che la Commissione europea non attenda anni per applicare la clausola di salvaguardia per tutelare il nostro riso del Delta del Po Igp, vera eccellenza territoriale». —
Andrea Tebaldi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
