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Corporeno torna nella sua chiesa Il vescovo: è la casa della comunità

Beatrice Barberini

Paese in festa per la riapertura dopo il restauro post sisma Bonaccini: il lavoro fatto in Emilia è un esempio per tutti 

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CORPORENO. «Questa casa, riparata dopo il sisma e più bella di prima, diventa simbolo dell’amore e della comunione di questa comunità».

Quella di ieri è stata una giornata di festa per Corporeno: la comunità è tornata nella sua chiesa, restaurata dopo i danni subìti dal sisma del maggio 2012.

Ad accogliere l’arcivescovo Matteo Zuppi, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il sindaco Fabrizio Toselli e tutto il paese per partecipare alla messa di riapertura. Con il parroco don Gabriele Carati orgoglioso di una chiesa ricca di storia e di nuovo impreziosita da due pale del XVII secolo: “I misteri del Rosario” del Guercino e “San Giorgio che uccide il drago” di Matteo Loves.

Presenti alle celebrazionianche quattro sacerdoti originari di Corporeno: padre Guido Fabbri, don Zacinto Benea, don Vittorio Fortini e don Franco Govoni.

GIOIA E APPLAUSI

«Una gioia straordinaria – ha detto il vescovo Zuppi – per questa comunità poter rientrare nella propria casa, nella casa del Signore, riparata dopo che il male l’ha distrutta. Il terremoto, una tribolazione dolorosissima, che ha colpito non solo gli edifici, ma ha provocato ferite invisibili, crepe interiori difficili da riparare, che hanno creato sconforto e paura. Ma la riapertura di oggi, dimostra che noi siamo più forti, siamo capaci di ricostruire, consapevoli della forza, della sapienza che Dio ci ha donato».

Un lungo e commosso applauso al parroco, don Gabriele che ha ringraziato il presidente e commissario Bonaccini, il sindaco Toselli, le forze dell’ordine presenti, l’impresa che ha lavorato due anni per restituire la chiesa al culto, la parrocchia Sant'Apollinare di Villanova di Bagnacavallo per aver messo a disposizione la tensostruttura, la Fondazione Santa Maria e la scuola materna di San Giuseppe di Corporeno per avere ospitato la chiesa provvisoria, la comunità dell’Assunta per aver donato l’altare, e i tanti parrocchiani che si sono prodigati per la riapertura della chiesa.

IL RITORNO A CASA

«Bentornati a casa – ha sottolineato il sindaco Toselli –. Continuiamo così il cammino della ricostruzione e del rilancio. Una grande emozione, oltrepassare la soglia di questi edifici religiosi e identitari, recuperati dopo il sisma, e la pienezza di aver ritrovato con fiducia e determinazione ciò che sembrava perduto. Siamo una comunità solida e destinata per questo a non crollare».

Ricordando come sia passato quasi un mese dal settimo anniversario degli eventi sismici che hanno scosso l’Emilia, e rendendo omaggio alle 28 vittime emiliane, Bonaccini ha spiegato come «questo terremoto, il primo economico-industriale nella storia d’Italia costerà 14 miliardi di euro di danni da riparare. Nel cratere, erano oltre 10mila attività produttive colpite, 45 mila le persone senza abitazione. Oggi sono 22mila i posti di lavoro in più rispetto al maggio 2012, oltre 9 su 10 le famiglie rientrare nelle loro case ripristinate, 18mila gli studenti rientrati a scuola da subito, 110 scuole ex novo. Il merito è di tutti, sindaci, amministratori locali, imprenditori, cittadini, volontari e forze dell’ordine, e del commissario Errani. Questa ricostruzione, che sta volgendo alla fine, è un esempio e con la riapertura di questa chiesa, simbolo di questa comunità, guardiamo avanti con fiducia. Complessivamente in Emilia, per gli edifici di culto danneggiati dal sisma, sono stati stanziati 312 milioni di euro, di cui 273 dalla Regione e 39 da cofinanziamenti». —

Beatrice Barberini

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