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oggi scadenza per 30mila 

Imu-Tasi, c’è l’acconto: aliquote invariate, tagli possibili nel 2020

S.C.
Imu-Tasi, c’è l’acconto: aliquote invariate, tagli possibili nel 2020

La nuova amministrazione studia esenzioni in agricoltura. La Provincia versa 56mila euro per palazzi, bar e terreni 

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Scade oggi il termine per il pagamento dell’acconto Imu e Tari, che riguarda oltre 30mila contribuenti a livello comunale, per un introito complessivo previsto di oltre 35 milioni di euro. Dovrebbe trattarsi dell’ultimo acconto “pieno” visto che il neosindaco Alan Fabbri ha messo tra i punti dei 100 giorni di governo la cancellazione dell’imposta sui beni strumentali agricoli, che rappresenta una quota non trascurabile degli introiti totali. Prosegue intanto l’azione di recupero dell’evasione delle imposte comunali, per le quali è stato da poco firmato un accordo sindacale che vale 91mila euro di premio per il personale impiegato.

l’acconto

La scadenza di oggi riguarda seconde case, pertinenze (quella esenti perché iscritte assieme all’abitazione principale possono essere al massimo una ad unità), negozi, laboratori, fabbriche. Si paga solo con il modello F24. Il conguaglio va versato entro il 16 dicembre, e per i ferraresi non ci saranno sorprese in quanto il Comune non ha sfruttato la possibilità offerta dalla legge di Stabilità per ritoccare le tariffe Imu, che nel caso avrebbe inciso sulla seconda rata.

Uno dei maggiori contribuenti di questa imposta, nel nostro territorio, è... la Provincia di Ferrara. Entro oggi infatti deve versare agli otto Comuni dove possiede immobili 56.290 euro d’acconto: nella lista vi sono caserme, complessi come il Cannaviè ma anche esercizi pubblici (retrobottega Giori, ristorante Porticino e Ca’ Romanina, bar del Roiti e del Bachelet) e pure terreni agricoli.

Prospettive

Gli uffici della Ragioneria comunale dovranno lavorare già nelle prossime settimane per mettere a punto un’ipotesi di esenzione dell’imposta per le categorie agricole. Non c’è al momento un conteggio preciso di quanto verrebbe a costare alle casse comunali, anche perché la giungla delle esenzioni incrociate è particolarmente folta in queste fattispecie: siamo comunque nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Si lavorerà comunque in ottica 2020, anche perché l’attivo di bilancio 2019 non è utilizzabile a questo scopo. —

S.C.

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