Casa del Partecipante accusa i “traditori” «Solo sete di poltrone»
CENTO. «Non contestiamo il programma e gli obiettivi di governo, definiti proprio da noi, bensì l’organigramma nato in maniera subdola da un accordo tra Famiglie Partecipanti e Prima di tutto la Divisione. E per avere poltrone certe, il tradimento di Borghi e Pirani».
I consiglieri “superstiti” della Casa del Partecipante (Bruno Casoni, Corrado Borgatti, Luigi Gallerani e Pier Lorenzo Folchi) commentano il colpo di scena avvenuto in Partecipanza, dove la lista più votata si è trovata esclusa dalla gestione amministrativa dell’ente. «Quella che si è venuta a creare è una situazione inquietante, frutto di una imposizione dall’esterno che va contro la logica consuetudine democratica, il rispetto dell’elettorato e la autonomia di ogni lista».
DIKTAT INACCETTABILI
Queste le vicende antecedenti: «Da Famiglie Partecipanti – dicono i quattro – solo diktat su incarichi a persone, per noi inaccoglibili. Con l’eletto presidente Oliviano Tassinari si era chiuso un accordo che prevedeva una maggioranza a 13 composta da La Casa del Partecipante, Famiglie Partecipanti, Prima di Tutto la Divisione, la presidenza ad Oliviano Tassinari, con l’avvicendamento dopo un anno e mezzo di uno dei 3 consiglieri “nuovi” di La Casa del Partecipante: Luigi Gallerani, Massimiliano Borghi o Pier Lorenzo Folchi. Poi il voltafaccia. L’accordo è saltato, a causa di una netta presa di posizione di Famiglie Partecipanti, che si impuntava esclusivamente, conditio sine qua non forse imposta dall’esterno, sul nome di Borghi».
Di qui, la vicenda dell’abbandono della lista da parte di Borghi e “Ciacci” Pirani: «Per la “sete di poltrone” – il primo diverrà presidente nel 2021, il secondo magistrato – hanno scambiato l’alto senso di responsabilità, tradito l’impegno assunto coi colleghi di lista e il mandato degli elettori. Anche Prima di tutto la divisione ci ha voltato le spalle. Anche questa volta si conferma il malcostume ormai tipico della Partecipanza: il “salto della quaglia”».
Casoni, Borgatti, Gallerani e Folchi garantiscono che «dai banchi dell’opposizione porteremo avanti un controllo severo». —
B.B.
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