La laurea e le retribuzioni Unife premia i quarantenni
Nel dossier dell’Osservatorio JobPricing il confronto fra quaranta atenei italiani Ferrara arranca ma sale al nono posto per gli stipendi della fascia d’età mediana
Uno studente di Unife impiega oltre 16 anni per ripagare il costo di un corso di laurea di cinque anni. In questo periodo di tempo può azzerare l’esborso sostenuto per le tasse universitarie, per acquistare il materiale didattico e per ottenere un ristoro rispetto agli introiti perduti per non aver potuto svolgere, nel quinquennio, un’attività lavorativa. L’indice si chiama “University Payback” e lo ha calcolato, per 40 atenei italiani di diverse dimensioni, l’Osservatorio JobPricing che ha appena pubblicato un dossier sul valore del titolo di studio nel mercato del lavoro.
Il “peso” del titolo
È bene sgomberare subito il campo dalla certezza che per ogni laureato le grandezze siano quelle illustrate in questa rilevazione. Le condizioni di studio, la specializzazione (tecnica, umanistica, etc.) dell’ateneo, i costi della logistica, le agevolazioni locali, le capacità personali degli studenti possono spalmarsi infatti su un range piuttosto ampio.
Il dossier può fornire però un’indicazione di massima sulla “forza relativa” dei titoli di studio e delle università che li rilasciano. C’è chi impiega poco più di 13 anni a ripagare le spese e i mancati guadagni (il laureato che trova un impiego dopo aver studiato al Politecnico di Milano), chi arriva a sfiorare i 14 (lo studente della Bocconi) e chi supera di qualche mese questa soglia (Politecnico di Torino e Università Cattolica Sacro Cuore di Milano) ma c’è anche chi impiega oltre 19 anni, come l’universitario che studia a Cagliari o a Messina. Chi si laurea a Ferrara si ferma 16. L’Osservatorio ha anche stilato una classifica per i fuori sede: in questo caso per gli studenti iscritti a Unife il periodo si allunga fino a 17 anni e mezzo, ma non sfuggono alla regola il Politecnico di Milano (oltre 14 anni e mezzo) e il fanalino di coda Messina (21), come gli altri atenei considerati. Se il parametro indagato è la retribuzione degli anni post-laurea (fascia 25-34) a guidare la classifica è la “privata” Bocconi (valore medio: 34.856 euro l’anno) seguita da un’altra “privata”: la Luiss di Roma (33.653). Al terzo posto l’ateneo pubblico Politecnico di Milano (32.769). L’ateneo estense si colloca al 36° posto con 29.650 euro; Messina (28.974 euro) e Perugia (28.893 euro) alla penultima e ultima posizione.
Cosa c’è in busta
L’Osservatorio ha messo in fila anche i guadagni per fasce d’età: dopo i 35 anni, a conseguire le più alte retribuzioni medie sono gli ex studenti della Bocconi (45.800 euro tra i 35 e i 44 anni, 61.900 euro tra i 45 e i 54); dietro, a poca distanza, Sacro Cuore e Luiss. Unife si piazza al 32° posto, stesso gradino della Federico II di Napoli, con un guadagno medio di 45.800 euro tra i 45 e i 54 anni. Sorprendentemente risale al 9° posto tra i 35 e i 44 anni (40.000 euro). Se si passa ai profili professionali, Ferrara sforna il 6% di dirigenti, il 14% di quadri e l’80% di impiegati (29ª posizione). Il paniere della Bocconi è molto diverso: 22%, 31%, 47%. Infine i guadagni per disciplina e qui l’ordine è nazionale: per i neo-laureati le retribuzioni medie più alte arrivano agli ex studenti di Giurisprudenza, Scienze biologiche e Scienze fisiche (34-35mila euro); a fine carriera lo scettro passa invece a Ingegneria chimica, Scienze economiche e Ingegneria dei Materiali (55-60mila euro). —
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