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Muore 16 giorni dopo l'incidente stradale Lascia la moglie e un bambino di 5 anni

Beatrice Barberini
Muore 16 giorni dopo l'incidente stradale Lascia la moglie e un bambino di 5 anni

Aveva 39 anni ed è stato colpito da arresto cardiaco mentre stava iniziando la riabilitazione: l’intera comunità in lutto

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CASUMARO. Un’intera comunità è sconvolta, allibita, incredula: Stefano Merighi è morto improvvisamente, 16 giorni dopo l’incidente stradale che lo aveva visto coinvolto, ma che nessuno poteva mai immaginare gli sarebbe stato fatale a distanza di oltre due settimane. Proprio a lui, appena 39 anni e tanta energia e vitalità.

Una morte improvvisa, quella di Stefano Merighi, che ha gettato l’intera comunità nel più profondo sconforto. Difficile trattenere le lacrime, davanti a tanto dolore. Tutti allibiti e sconvolti, a Casumaro, frazione dove abitano i genitori, Marco Merighi e Loretta Nalli. Una famiglia distrutta dal dolore, molto conosciuta in paese: il padre di Stefano è da anni componente della consulta civica e sempre attivo per il paese; la madre è un’ex maestra delle elementari e vicepresidente della biblioteca Ardizzoni. Persone straordinarie, di gran cuore e sempre gentili.

Stefano ha vissuto a Casumaro e ha abitato con loro fino al 2014, quando, sposato con Lisa Montaguti, si era trasferito a San Cesario sul Panaro, nella Bassa modenese, dove lei aveva un negozio di parrucchiera. Stefano lascia anche il loro bimbo, il piccolo Alex di appena 5 anni.

L’INCIDENTE

Era il 1° giugno quando è successo l’incidente su via Nuova, in prossimità della rotatoria di via Alberelli. Stefano stava tornando al lavoro dopo la pausa pranzo dai genitori. In sella alla sua moto, una Kawasaki Ninja, era rimasto coinvolto nello scontro con un’auto che non gli aveva dato la precedenza. A causa della caduta, Stefano aveva riportato gravi ferite alle gambe e un trauma dovuto a schiacciamento toracico. Era stato così ricoverato all’ospedale di Cona, mentre al conducente dell’autovettura, risultato positivo all’alcol test, era stata ritirata la patente.

«CON NOI SCHERZAVA»

«Dopo l’incidente, era lucido, sereno. Aveva affrontato con la sua solita forza l’accaduto - raccontano i colleghi di lavoro all’Unieuro di Cento -, consapevole che gli sarebbe servito tempo, e un lungo percorso di riabilitazione e fisioterapia, per tornare operativo. Ci scherzava pure, sul fatto che quest’anno non sarebbe riuscito ad andare in ferie. Sempre con il sorriso sulle labbra, aveva voglia di riprendere la vita di tutti giorni».

IL DRAMMA

Lunedì della settimana scorsa, era stato sottoposto a un lungo intervento di ricostruzione di femore e caviglia, poi, fino a giovedì era rimasto in terapia intensiva. Lunedì scorso aveva iniziato la riabilitazione.

«Proprio mentre faceva la fisioterapia – raccontano i colleghi – nel pomeriggio di lunedì, si è accasciato a terra: pare abbia avuto un collasso cardiocircolatorio. Gli è stato praticato il massaggio cardiaco per oltre un’ora, i medici hanno cercato di rianimarlo in ogni modo. Sembrava che fossero riusciti a stabilizzarlo, poi invece la situazione è precipitata e alle 22.30 è deceduto. Nessuno di noi poteva immaginare che succedesse, era forte». —

Beatrice Barberini

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