Campi protetti per farina di qualità Pivetti punta così alla sostenibilità
Con farine certificate 100% emiliane Molino Pivetti promuove la filiera sostenibile dei campi protetti. Tra le province di Ferrara, Modena e Bologna, per tradizione vocate alla coltivazione delle migliori qualità di grano, i tecnici Pivetti hanno individuato i “campi protetti”, ovvero terreni situati in aree lontane da qualsiasi forma di inquinamento o contaminazione. In tal modo si è creata una filiera controllata e certificata che garantisce una farina eccellente e ottenuta con grani dove il 100% e made in Emilia. L’obiettivo? Salvaguardare l’ambiente e, al contempo, dare più valore al territorio.
«Il progetto campi protetti Pivetti - spiega l’agronomo Alessandro Zucchi - è un percorso in collaborazione con gli agricoltori locali, finalizzato a certificare la qualità e la provenienza delle farine prodotte in queste aree esclusive. L’agricoltore dovrà seguire un apposito percorso per produrre il proprio grano, esempio non tutti i trattamenti sono consentiti, in cambio però avrà una dei vantaggi nel prezzo di acquisto».
qualità
Conseguenza di questo lavoro è “Gran riserva”, la linea Pivetti di farine 100% emiliane garantite e certificate dall’ente internazionale Csqa, oltre che dal marchio “Campi protetti Pivetti” . Questo testimonia il rispetto di una filiera produttiva legata al luogo di origine e basata sulla sottoscrizione ed il rispetto, di un rigido disciplinare.
Ieri i vertici di Molino Pivetti hanno organizzato una visita nell’area di produzione, uniti dal motto “Quando la tradizione delle farine di qualità sposa l’industria 4.0”. «Al momento - ha detto l’agricoltore Marco Ricci -, ho un’ottima impressione del progetto campi protetti. Inoltre, mi permette di tenere la mia azienda al passo con i tempi e dare un contributo alla salvaguardia dell’ambiente».
gli strumenti
Il rispetto delle tradizioni non può, e non deve, essere dissociato dall’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili sul mercato. Il grano raccolto viene stoccato in appositi silos, capienza 220.000 tonnellate, con un sistema di refrigerazione a basso impatto ambientale. senza trattamenti chimici, che consente di monitorare costantemente la temperatura, mantenendo elevatissimi standard qualitativi del grano. «Tra pochi giorni - ha ricordato Stefano Patanà, reparto ricerche e sviluppo - inizia la campagna dal grano e i conferimenti arriveranno in gran numero. Sarà tassativo, in questa fase, fare un’accurata analisi del prodotto prima di accettare il conferimento».
Anche il nuovo magazzino automatizzato (investimento di oltre 7 milioni di euro), è frutto di un’innovazione costante in campo digitale, per garantire ai propri clienti, un servizio evoluto, veloce ed efficiente. —
G.B.
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