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incontro a Renazzo 

Domande su Caricento dei Piccoli azionisti «Risposte in assemblea»

Domande su Caricento dei Piccoli azionisti «Risposte in assemblea»

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RENAZZO. Terzo appuntamento del tour ‘Io non ci sto’ a Renazzo, e occasione per il presidente Associazione Piccoli Azionisti CariCento Marco Mattarelli, l’avvocato Antonio Frascerra (presidente Confconsumatori Ferrara) e Michele Guselli (segretario dell’associazione) di fare il punto dell’azione congiunta, alla luce delle dimissioni di due neo consiglieri della Banca popolare di Sondrio, Giovanni Ruffini e Cesare Poletti, dal CdA della CariCento Spa: «Un fatto assolutamente inusuale e anomalo. Non credendo alle motivazioni dichiarate da Crc, chiediamo in merito chiarezza, dal momento che le azioni stanno per passare di mano, di fatto, a meno di 3euro».

«Infatti - hanno spiegato - alla data del 18 giugno, le azioni Sondrio hanno chiuso a 1,945euro, pertanto in base al concambio previsto dal contratto di 1,4 azioni Sondrio per 1 CariCento, si traduce per i piccoli azionisti a 2,72 euro e ad un valore complessivo della CRCento Spa di 40.708.673 euro (-75% del patrimonio netto). Per la trascrizione, Crc dice che manca solo l’autorizzazione dell’organo di vigilanza: perché ad oggi, ancora non c’è? Quando avverrà questo passaggio di proprietà delle azioni? E perché a questo prezzo?». Domande ancora senza risposta hanno spiegato ieri sera. E allora, «per avere risposte chiediamo sia convocata l’assemblea dei soci, sede istituzionale per la nomina del Cda». Secondo la lettura data all’incontro di ieri sera, la dimissione di soli 2 consiglieri espressione di BpS, «sarebbe stata studiata apposta per non scendere sotto al numero minimo per il quale e obbligatoria la convocazione della assemblea». Una richiesta questa dei Piccoli Azionisti nel nome della trasparenza, nell’ambito di un tour che ha toccato Casumaro, XII Morelli e Renazzo, e ha coinvolto una cinquantina di persone: «un tour che, in attesa di risposte chiare e ufficiali, riprenderà a settembre da Cento e Ferrara città, dove ci sono parecchi soci e piccoli azionisti». Tra le richieste, anche quella della consegna del verbale della assemblea dei soci del 21 maggio «per presentarlo alla autorità giudiziaria. Lo stanno aspettando. Scorretto e grave il fatto che non ci sia ancora stato consegnato, come è stata respinta la richiesta fatta dall’associazione nel corso della assemblea di inserire nell’ordine del giorno la domanda di azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori e del direttore generale». Non convincono infatti, le parole sul fondo di riacquisto delle azioni: «Il presidente ha detto che è Banca d’Italia che non vuole, quando invece altre casse di Ravenna e Asti hanno attivato tale strumento anche nel 2019 con delibera delle assemblee. Resta poi aperto il processo civile in corso sui diamanti. —

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