Tra la tecnologia del futuro e l’ermetismo di Ungaretti
Prima prova scritta affrontata ieri mattina da 2.600 studenti estensi: i commenti In attesa all’uscita della scuola anche i genitori di una maturanda: avrà fatto bene
FERRARA.Con Ungaretti, Sciascia, Bartali, Dalla Chiesa, l’occhiolino all’intelligenza artificiale e all’annullamento della coscienza critica, l’avvio degli esami di Maturità è andata e con essa l’ansia da prestazione che attanaglia i 2.600 studenti del Ferrarese.
Istruzioni per l’uso
A Ferrara, in particolare al Liceo Ariosto e al Liceo Roiti, a vincere la battaglia delle tracce è stata certamente la B2, con il testo argomentativo Istruzioni per l’uso del futuro scelta da molti ragazzi. Ha destato molto fascino il doversi confrontare con il sempre più galoppante progresso tecnologico dietro il quale, sembra, l’uomo non riesca sempre a stare al passo nel modo corretto. Mirko Leonetti ci ha detto che «il rapporto tra l’essere umano e le innovazioni che portano al futuro mi è sembrato un tema assai attuale e che si poteva affrontare da varie angolazioni, infatti a me sono venute fuori frasi di getto e i concetti si imprimevano sui fogli in modo spontaneo».
Alessia Ruberto è invece stata colpita dalla tipologia B1: «argomentare su due nodi fondamentali come la mafia e la guerra è stato molto interessante per me, perché devo essere sincera, le altre tracce mi sono sembrate noiose».
Per Giorgia Albieri, innamorata di Ungaretti, è stato facile creare punti di connessione per l’analisi del testo «un poco me lo aspettavo, ci ha confessato, e poi ho subito fatto i collegamenti con la letteratura inglese e tedesca, con i poeti della guerra e l’ermetismo; quando ho letto tutte le tracce ero sicura che sarei approdata a questa». Della stessa opinione Giada Borgatti: «Ungaretti mi piace molto come autore, quindi giocavo in casa, in particolare ho puntato l’analisi sulla poetica, sul linguaggio, sull’evoluzione ed è stato poi facile muoversi anche citando altri autori come Svevo e spaziare in diverse discipline vedi la psicoanalisi». Giacomo Sisti, molto soddisfatto della sua prova ha commentato: «ero molto ferrato sull’argomento uomo e gestione cattiva di tecnologie e futuro, quindi dopo aver fatto delle sintesi e risposto alle domande è stato facile anche disquisire sull’esplosione del ’54 e, per esempio, sulla tragedia del Vajont del 1963; non tutti danno la giusta importanza alle conseguenze che le tecnologie possono competere».
Irene Terrazzi anche lei impegnata nell’analisi del teso ha detto: «quello sulla mafia era quasi un tema storico perché bisognava affrontare l’argomento a partire dall’800». Ma all’uscita davanti al liceo Roiti non c’erano solo gli studenti, noi abbiamo anche trovato i genitori di Eloisa, che aspettavano la figlia orgogliosi: “siamo sicuri che avrà fatto un bellissimo esame». —
Emanuela De Domenico
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