Allarme inquinanti in Po Il Veneto chiede di cambiare i parametri
SERRAVALLE. Sembrava finito l’allarme da inquinanti Pfas del fiume Po e invece la regione Veneto torna all’attacco, mentre la sponda emiliana tace. Una situazione paradossale che si protrae da alcuni anni. Secondo la Regione Veneto il tutto è scaturito dal fatto che vi sono parametri di riferimento non univoci e che lo stesso Veneto vorrebbe venissero unificati a livello nazionale. In questi giorni sono stati resi noti i dati relativi all’intossicazione contratta dai cittadini veneti sottoposti a controllo: la risposta è allarmante, almeno secondo i parametri veneti, con cittadini che hanno contratto intossicazioni 10 volte superiori lo standard, pur non manifestando dei problemi.
Sempre in questi giorni il direttore dell’area tutela e sviluppo del Veneto, Nicola Dell’Acqua, ha chiesto all’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (Arpav) di inviare alla Procura di Rovigo una relazione in merito alla presenza del composto perfluoroalchilico cC6O4 rilevata nelle acque del fiume Po negli ultimi mesi.
Sulla nostra sponda, nei centri di potabilizzazione di Ro e Serravalle (gestiti dal Cadf) ci sono filtri a carboni attivi, predisposti dal 1986 per l’allarme atrazina di allora. —
D.M.
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