La squadra di Fabbri è ormai pronta Maggi ai Lavori pubblici, due civiche
Angela Travagli alle Attività produttive. Fornasini (FI) al Bilancio, Balboni all’Università. C’è Lodi per la Sicurezza
Il gruppo della Lega è stato convocato da Naomo Lodi per... mezzanotte. È il segnale che le trattative sulla formazione della giunta Fabbri sono andate per le lunghe, ieri notte, anche se per questa mattina la quadra dovrebbe essere trovata e pure ufficializzata. Il sindaco è stato al lavoro per l’intero pomeriggio e la serata con i suoi principali alleati per sciogliere gli ultimi due-tre nodi. La loro soluzione, in una direzione o nell’altra, poteva scompaginare anche gli equilibri politici e personali già dati per sicuri.
Ultimi dubbi
La squadra femminile, che dev’essere composta da 4 unità su 9 assessori totali, ha condizionato fino all’ultimo il domino delle poltrone. Le assessore certe da giorni erano Dorota Kusiak, con delega principale all’Istruzione, e Cristina Coletti (Servizi sociali). Angela Travagli è la candidata di Ferrara cambia per il super-assessorato Lavoro, Attività produttive, Fiere e mercati; il suo nome era forte sin dall’inizio, c’è stato qualche beccheggiamento per l’inserimento in giunta del leader della sua lista, Andrea Maggi, ma ieri sera era stabilizzato. La quarta donna ha oscillato a lungo tra l’area leghista, con Francesca Savini, e quella di Ferrara civica, alla quale il sindaco ha chiesto ieri un contributo in questa direzione. Risulta che Riccardo Forni, il leader della lista, abbia presentato una lista di cinque nomi: Marilena Capelli, imprenditrice; Roberta Felisati, direttore di Pittarosso; Micol Guerrini, store manager a Bologna; Gloria Minarelli, agronomo con svariati progetti sviluppati, esperienze universitarie e consigliere Camera di commercio; Milena Zaggia, liquidatrice e azzerata Carife, quest’ultima la più votata delle cinque (27 preferenze). Fabbri ha quindi scelto nella notte da questo mazzo.
Altro nodo è rappresentato da deleghe “pesanti” come Lavori pubblici e Urbanistica, che non risultano accostabili a profili di papabili con esperienza specifica. In realtà tra gli assessori in pectore un tecnico ci sarebbe, il geometra Marco Gulinelli, che però è quotato per... la Cultura, in quanto scrittore e rappresentante di Rinascimento di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte nel corso del colloquio con Fabbri ha esposto i suoi progetti per la cultura a Ferrara e si aspetta che la giunta se ne faccia interprete, quindi su questa delega si giocano equilibri delicati. Maggi nelle ultime ore si è allontanato dalla presidenza della holding Ferrara servizi, per problemi legati alla sua posizione di pensionato, e quell’incarico resta per il momento senza una copertura certa. A questo punto la delega centrale per qualsiasi amministrazione, i Lavori pubblici appunto, può andare proprio a lui, magari contando sull’aiuto iniziale del direttore generale in pectore, l’ex sindaco lombardo e professore universitario Sandro Mezzatorta.
Alla presidenza del Consiglio ci sarà un leghista di fiducia di Lodi, forse Alcide Mosso. E il ruolo di vicesindaco è stato di fatto interpretato fin da subito dallo stesso Lodi, anche se per l’investitura ufficiale c’è anche Maggi in lizza, per equilibri politici di alternanza.
certezze iniziali
Completano il quadro le certezze della prima ora, cioè il leader leghista alla Sicurezza e al Decentramento, l’ingresso di Alessandro Balboni (FdI) con la delega “pesante” all’Università. Matteo Fornasini, leader di Forza Italia, ha fatto pesare la sua netta preferenza per un posto in giunta rispetto alla poltrona di presidente del Consiglio, e quindi è indirizzato sul Bilancio (è un bancario). Restano da assegnare alcune deleghe centrali nelle precedenti amministrazioni, come l’Ambiente e la Mobilità, ma gli accoppiamenti erano oggetto delle limature delle ultime ore.
Questa mattina è prevista la presentazione. —
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