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Il futuro è in una pianta Incontro per conoscerla

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bondeno. È passato poco più di un mese dall’esperienza degli agricoltori della neonata associazione Terre Matildee, che si sono trovate a Cusercoli, sulle colline di Forlivesi, per studiare da vicino il settore della Paulownia. Una pianta che risulta fondamentale nel settore delle costruzioni in legno. Oggi verrà organizzato alla sala 2000 di Bondeno un convegno dal titolo: “Paulownia, opportunità per l’agricoltura” (ore 9.30) in cui interverranno Fausto Faggioli (Earth Accademy), Luigi Proni (agronomo ed esperto in questo tipo di coltivazione) e Antonio Faggioli (Dinamica Ferrara), oltre ai rappresentanti delle associazioni agricole: Unima, Cia, Confagricoltura.

«Si tratta di un albero dalle foglie di grandi dimensioni – spiega il presidente di Terre Matildee, Gino Alberghini – in grado di assorbire il 10% in più di anidride carbonica, rispetto a tutte le altre piante. Questa specie in particolare raggiunge (in tre anni) i 15 metri di altezza».

In quattro anni, il tronco della Paulownia ha già un diametro di 30 centimetri, ma quello che più sorprende è la ricaduta ambientale: basti pensare che 600 piante assorbono in un anno 12 tonnellate di biossido di carbonio, pari alle immissioni di una auto che ha percorso 100mila km.

Un ettaro di Paulownia, insomma, produce in un anno 600-800 tonnellate di ossigeno. “Terre Matildee” ha studiato da vicino la realtà di Rete Paulownia Romagna, per la precisione nella Cooperativa agricola del Bidente, specializzata in tutte le fasi della filiera: dai vivai alla piantumazione, fino alla raccolta e al taglio.

«Esiste la possibilità di sfruttare questo tipo di coltivazione – dicono il sindaco Fabio Bergamini e lo stesso Alberghini –, per completare una filiera sul territorio, che parte dalla coltura e arriva alla lavorazione del legno». —

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