Il viceprefetto vicario saluta e va in pensione «Così è cambiata Ferrara Continuerò ad abitarci»
Adriana Sabato lascia la pubblica amministrazione dopo quasi 40 anni «Una città sicura ma capisco il disagi di chi abita in certi quartieri»
Il saluto
È una vera istituzione ferrarese. Adriana Sabato, viceprefetto vicario di Ferrara, dal 1º luglio andrà in pensione al termine di quasi 40 anni di servizio nella pubblica amministrazione, buona parte dei quali passati alla prefettura di Ferrara, in Castello prima e a Palazzo Giulio II d’Este dopo il trasferimento degli uffici di governo.
Nata a Campobasso nel 1956, laureata a Roma in giurisprudenza e con una successiva specializzazione in diritto del lavoro e sindacale sempre a Roma, Adriana Sabato inizia la sua attività nella pubblica amministrazione come segretario comunale nel 1980 in un comune in provincia di Cuneo, Niella-Tanaro e Cigliè, dove c’era un’unica strada asfaltata.
I primi incarichi
«Avevo 25 anni - ricorda dove l’età media era 80 anni, dopo tre mesi sono andata in provincia di Reggio Emilia nel comune di San Martino in Rio. In provincia di Ferrara sono giunta nel 1985 come segretario comunale a Mirabello, tra l’altro più avanti nel tempo ho fatto il commissario prefettizio nel 2016/17».
Nel 1988 ha vinto il concorso per consigliere di prefettura ed è rimasta a Ferrara fino al 2011 dove ha ricoperto anche l’incarico di Capo di Gabinetto. Viene promossa Viceprefetto vicario alla prefettura di Monza di nuova istituzione e poi analogo incarico nel 2013 a Rovigo. Nel 2015 svolge il delicato ruolo di presidente della commissione territoriale per l’esame delle domande di protezione. Il ritorno a Ferrara è nel 2015 nel ruolo di viceprefetto vicario.
Focus su Ferrara
«Ferrara in questi anni è cambiata moltissimo - dice - ricordo che arrivai una domenica di luglio, la città era deserta, veramente una città del silenzio, però non è un silenzio angoscioso, ma un silenzio che ti accompagna. Oggi uno trova una città che ha sviluppato la sua vocazione turistica e di città d’arte e trova tante attività aperte anche d’estate. Abbiamo toccato con mano anche le difficoltà economiche del territorio. In prefettura ci sono stati molti incontri legati alle crisi aziendali, le problematiche dei licenziamenti. Ha inciso moltissimo il crac della Costruttori e quello della Carife che hanno impoverito il tessuto economico di Ferrara e provincia. Bisogna tenere presente che uno dei punti fondanti dell’economia ferrarese è legato all’agricoltura. Questa la sensazione che si ha arrivando a Ferrara, con ritmi tranquilli lenti che risentono molto di questa vocazione agricola della provincia di Ferrara».
Per Sabato analizzando il nodo sicurezza, Ferrara nella sostanza ancora oggi resta una città che si può considerare sicura.
«Sinceramente - prosegue - abito in pieno centro dove non ci sono problemi, chiaramente ci sono quartieri dove il problema viene vissuto in maniera diversa perché un impoverimento c’è stato. Capisco il disagio dei alcuni cittadini e sarebbe superficiale negarlo».
Adriana Sabato continuerà ad abitare a Ferrara anche dopo la pensione, tra l’altro anche il marito Maurizio Tedeschi, direttore dell’ispettorato territoriale del lavoro di Ferrara e Rovigo, è prossimo al congedo lavorativo. «Dando importanza al pubblico - dice - continuerò a partecipare alla vita sociale della città. Per prima cosa però voglio imparare meglio la lingua francese, visto che mio figlio Lorenzo vive a Ginevrae ha sposato una ginevrina». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
