Allarme natalità, meno di 800 neonati Fabbri: priorità alle mamme che lavorano
In città culle in calo del 23% nel decennio. Il sindaco non ha previsto la delega alla Famiglia: ma già a luglio prime misure
Suona forte l’allarme denatalità, a Ferrara anche più che nella dimensione nazionale sottolineata con l’evidenziatore, tre giorni fa, dal rapporto annuale Istat. In città nascono ormai stabilmente meno di 800 bambini l’anno, con una pesante flessione rispetto a un decennio fa, e la sirena si accende proprio nei giorni dell’annuncio del nuovo governo cittadino, che nei programmi elettorali e per impostazione culturale ha l’aiuto alle famiglie come stella polare dell’azione amministrativa. Anche per questo motivo ha suscitato una certa sorpresa l’assenza di una specifica delega tra le 43 distribuite tra i 9 assessori e lo stesso sindaco, il quale però garantisce: sono già allo studio misure per combattere la denatalità, alcune delle quali saranno già inserite nel programma dei 100 giorni al varo la prossima settimana.
cifre impietose
A livello nazionale il rapporto annuale Istat fotografa una situazione paragonabile solo a quella del biennio 1917-1918, cioè la Grande guerra, con 493mila bambini nati nel 2018, -22% rispetto a 2008. Se si restringe lo sguardo al solo comune di Ferrara, i dati sono per certi versi ancora più impietosi. La serie storica completa si ferma al 2017, quando nacquero in tutto 756 bambini, un dato che non si registrava dal 1998 (il record negativo resta il 1984 con 678 nati, non c’era ancora il contributo degli immigrati), e il trend è di calo quasi costante dal picco di 1.033 neonati del 2009. Mettendo assieme le statistiche mensili, non ancora organizzate in un report annuale, è possibile cogliere un lieve incremento rispetto al minimo dell’anno prima, insufficiente peraltro a definire un’inversione di tendenza. Siamo infatti a quota 785 nati in dodici mesi, con una flessione del 23,5% rispetto a dieci anni fa, superiore alla media nazionale. E nei primi mesi di quest’anno non sembrano vedersi scostamenti significativi, visto che le culle piene in città sono state solo 257, con proiezione aritmetica a fine anno di 771.
Sono tendenze che impoveriscono la demografia cittadina e incidono alla lunga sulle politiche sanitarie e sociali, portando all’invecchiamento della popolazione.
contromisure
Per affrontare questa situazione la scelta di Alan Fabbri è stata diversa da quella del suo leader nazionale Salvini, che ha voluto addirittura un ministero della Famiglia per l’ultra-cattolico Lorenzo Fontana. «Tra le deleghe che abbiamo reso noto della mia giunta non ci sono le Politiche familiari, è vero, ma in realtà - chiarisce il neosindaco - questo settore di attività è compreso nelle Politiche sociali e abitative (attribuite a Cristina Coletti, ndr) e in parte nelle Politiche giovanili (Micol Guerrini, ndr). Il tema è assolutamente tra le priorità di questa amministrazione, intendiamo agevolare il più possibile chi vuole fare figli e lo dimostreremo anche con i primi atti. Un obiettivo di questi cinque anni, ad esempio, è non lasciar fuori neanche un bambino dagli asili comunali, e interverremo sulle tariffe e sul trasporto scolastico. Già nel programma dei 100 giorni, che predisporremo nella giunta di martedì 2 luglio, ci sarà spazio per una misura cui teniamo in maniera particolare: più punti nelle graduatorie delle case popolari alle famiglie con mamme che lavorano».
cento giorni
Nella parte sociale del pacchetto dei 100 giorni ci saranno anche i privilegi nell’accesso alle graduatorie per «i residenti storici, cioè chi abita a Ferrara da più tempo» aggiunge Fabbri. È chiaro che i trend di lungo periodo come quelli demografici non s’invertono con misure d’impatto immediato ma comunque circoscritto. Le prime azioni di giunta daranno comunque un segnale importante sulle priorità di mandato. —
Stefano Ciervo
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
