L’agricoltura sociale regala speranza Il lavoro per battere l’emarginazione
In partenza l’Hub: in campagna si cerca il possibile riscatto Si tratta della prima sperimentazione sul territorio ferrarese
PORTOMAGGIORE. Un Hub per l’agricoltura sociale, ovvero un motore di crescita e una “pratica inclusiva” che ha l’obiettivo di reinserire nella comunità persone svantaggiate e a rischio emarginazione.
Se ne stanno mettendo le basi proprio sul territorio portuense: si tratta della prima sperimentazione in assoluto di questo genere per l’intero Ferrarese.
LAVORO DI SQUADRA
Nello specifico, l’iniziativa è frutto della collaborazione tra un’azienda agricola locale e diversi attori sociali del territorio (servizi socio-sanitari, enti pubblici, ente di formazione). Punta a produrre, al contempo, beni alimentari e a integrare attività sociali. Il tutto a basso impatto ambientale.
«L’iniziativa – racconta Alessandro Vacchi, assessore alle politiche per l’integrazione e la coesione sociale del Comune di Portomaggiore – è mossa dall’idea che le persone in difficoltà non vadano meramente assistite, ma che, al contrario, sia più importante disegnare percorsi di inclusione sociale attiva in collaborazione con i servizi socio-sanitari, al fine di organizzare percorsi (inclusivi, educativi, lavorativi) che abbiano il proprio fulcro nell’impiego delle risorse della natura, negli spazi rurali e nel contatto con i cicli biologici, ma anche nella la partecipazione alla gestione di cicli produttivi concreti».
fondi regionali
Il progetto nasce anche con l’aiuto della Regione Emilia Romagna che attraverso i fondi messi a disposizione dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Operazione 16.9.01 “Agricoltura sociale in aziende agricole in cooperazione con i Comuni o altri Enti pubblici” risponde ai fabbisogni di incentivare investimenti per l’ammodernamento, il rinnovamento ed il potenziamento della redditività delle imprese agricole favorendo la diversificazione delle attività mediante la promozione e la diffusione anche con funzioni sociali e culturali. Tali fondi hanno permesso il sostegno di un intervento di ristrutturazione di un fabbricato aziendale agricolo da destinare nello specifico alla neo attività sociale.
«Tale sperimentazione – sottolinea l’assessore Vacchi – si rivolge a persone in condizione di “svantaggio” socio-economico e/o psicologico, declinato nelle sue molteplici forme, residenti/domiciliate nell’area territoriale del distretto Sud Est ed intende offrire una gamma di servizi finalizzati a perseguire il benessere di cittadini “fragili e vulnerabili” e quindi rispondere ad un più ampio bisogno di politiche di welfare».
Al centro dell’Hub portuense c’è quindi la persona con le proprie “originalità”, che tramite percorsi di formazione e laboratori può essere avviata al lavoro. —
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