Sotto accusa 25 spallini Chiusa l’inchiesta per maxirissa coi laziali
Accadde ad Auronzo, per la partita amichevole Spal-Lazio Indagati anche 8 romani, restano i 32 Daspo del questore
Venticinque sono ferraresi, otto laziali: in tutto 33 i tifosi che il 28 luglio dello scorso anno furono protagonisti di una maxirissa ad Auronzo di Cadore prima e dopo la partita amichevole di precampionato per i quali la procura di Belluno chiede il conto: indagini chiuse per 33 indagati, deposito degli atti di fine indagine e accuse di rissa e danneggiamenti.
Scontri all’Hostaria
Anche se le notifiche sono ancora in corso e i legali interpellati non hanno ancora ricevuto nessun atto. Gli scontri tra tifosi avvennero davanti ad un locale, l’Hostaria, dove erano fermi una decina di tifosi laziali e all’arrivo dei pulmini dei ferraresi li provocarono, questi si fermarono e nacque la maxi rissa. A decidere per la sorte dei 33 indagati dopo un anno di indagini (tutti i messaggi e le chiamate dei telefonini degli indagati sono stati vagliati) il pm Marco Faion che ha selezionato le accuse ed ora sarà la volta degli atti difensivi (legali e indagati) quindi la procura deciderà la richiesta di rinvio a giudizio da discutere all’udienza da fissare.
Come si ricorda, gli ultras ferrarese e laziali erano andati ad Auronzo in occasione dell’amichevole precampionato in programma il 28 luglio 2018 tra le due squadre: gli atti contestati si riferiscono al prepartita mentre per il dopo partita vi è anche un altro strascico separato che si riferisce al secondo episodio verificato al termine del match, per cui due laziali dovranno rispondere di lesioni aggravate su un ferrarese picchiato davanti al bar l’Ottavo Nano, sempre ad Auronzo.
Raffica di Daspo
Questo l’aspetto penale, mentre restano i Daspo scattati nei confronti dei tifosi: 32 provvedimenti adottati dal questore di Belluno sulla base delle indagini della Digos tra Ferrara, Torino e Belluno: 22 a carico di tifosi della Spal col divieto di accedere alle manifestazioni sportive per un anno - il minimo - fino a 3 anni. Per risalire ai responsabili, le indagini si sono basate sul fimato di un abitante, sugli accertamenti tecnici sui telefonini cellulari sequestrati, ma anche sulle perquisizioni effettuate tra Ferrara, Roma e a Torino, dove abita un tifoso della Spal, che hanno portato al sequestro di materiale di prova. —
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