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Ritrovato il corpo del pensionato La moglie: «Finita la mia angoscia»

Daniele Predieri
Ritrovato il corpo del pensionato La moglie: «Finita la mia angoscia»

Il cadavere è affiorato sotto il pontile della Canottieri a Ponte Roberto Tosi, ex addetto Amsefc, era scomparso martedì

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«I miei dubbi hanno avuto conferma, finalmente l’hanno trovato: è finita la mia angoscia». È finita l’attesa, per la moglie di Roberto Bosi, il pensionato 72enne scomparso da casa martedì scorso, il cui corpo è affiorato ieri mattina nei pressi del pontile della Canottieri di Pontelagoscuro. L’aveva subito detto la signora Maria Lena Bernardini che non aveva speranze: «mio marito era in uno stato di forte depressione, soprattutto nell’ultimo periodo: quando martedì non è tornato a casa ho subito pensato al peggio».

La barca non partiva

Il peggio è arrivato ieri mattina, poco prima delle 9, quando una coppia di soci della Canottieri aveva tentato di andare a fare una gita con il proprio barchino ormeggiato al pontile: «Non riuscivano a partire perché c’erano tronchi, e poi nel tentare di smuoverli - spiegavano ieri mattina dalla Canottieri - hanno visto affiorare prima il braccio e pi il corpo di un uomo».

Subito hanno lanciato l’allarme e la macchina dei soccorsi si è messa in moto: arrivano i carabinieri, poi i vigili del fuoco ed i sommozzatori, per il recupero. Il corpo era incastrato sotto la chiglia del barchino, portato qui dalla corrente per le piogge copiose di questi giorni assieme a grossi rami degli alberi. Subito, gli inquirenti sul posto - carabinieri e anche il medico legale - hanno ipotizzato potesse essere il corpo di Roberto Bosi. Che abitava a Pontelagoscuro, pensionato ed ex dipendente dell’Amsefc, poco distante dagli argini del Po, in via Padova. Posti che l’uomo conosceva molto bene avendo vissuto per quasi 50 anni a Ponte con la moglie, che da martedì viveva giorni di angoscia nell’attesa di novità sul suo caro.

Presto i funerali

Dopo il recupero del corpo, ieri mattina, la stessa moglie accompagnata sul posto dai parenti, ha riconosciuto il marito, e spiegava : «Ho dovuto andarci, purtroppo, ciò che avevo pensato si è avverato. Roberto erano due anni che non stava bene e come avevo già detto, dopo la sua scomparsa ho subito temuto il peggio».

Con il riconoscimento della moglie, si è avuta la certezza per gli inquirenti dell’identità della salma che è stata subito dopo trasferita in medicina legale, in attesa dei funerali che si svolgeranno a breve, anche perché il magistrato di turno, il pm Andrea Maggioni ha valutato non vi fosse la necessità di svolgere esami medico legali. «Sì, ora pensiamo ai funerali, abbiamo già contattato un agenzia di pompe funebri», spiegava nel pomeriggio la vedova. I funerali potrebbero svolgersi già domani. Su tutto resta l’angoscia di questi giorni d’attesa, angoscia che è stata attenuata dalla catena di solidarietà che si è creata alla ricerca di Roberto Bosi: infatti subito dopo la sua scomparsa, amici e conoscenti hanno lanciato un appello tramite i social, pubblicando la foto di Bosi e la descrizione dell’uomo nel caso qualcuno che lo avesse incontrato potesse riconoscerlo.

Ringrazio tutti

Ma i giorni passavano , l’angoscia aumentava e la speranza di trovarlo in vita scemava pian piano: «Purtroppo era come pensavo, ma voglio ringraziare tutti coloro che in questi giorni mi sono stati vicini e si sono attivati per cercare Roberto», spiegava la signora Maria Lena, che avendo vissuto quasi 50 anni con il marito, non aveva dubbi sull’esito purtroppo della sua scomparsa: «Quando martedì non era tornato a casa, avevo subito pensato al peggio, la sua assenza mi aveva molto preoccupata: e i miei dubbi hanno avuto conferma». —



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