Campo nomadi Lodi: condizioni igienico-sanitarie insostenibili
Vicesindaco e due assessori in via Bonifiche L’annuncio: troveremo soluzioni definitive
il caso
Un tempo lo avrebbe raso al suolo, spesso negli anni è tornato sull’argomento denunciando incongruenze fra le spese messe in bilancio e i servizi offerti nel campo, ma oggi più moderato non parla nemmeno più di sgomberi quanto piuttosto di “soluzioni definitive”.
verso la chiusura
Fra le prime mosse del vice sindaco Nicola Lodi c’è stata ieri mattina la visita al campo nomadi di via delle Bonifiche per trovare soluzioni a situazioni che vengono definite come non più sostenibili. «Per il campo nomadi troveremo a breve una soluzione – ha affermato Lodi – Non parliamo di sgomberi ma di soluzioni definitive per una situazione difficile in cui non possono vivere bambini, anziani e ammalati». Per il vice sindaco è necessario intervenire subito e «inevitabilmente andremo verso la chiusura del campo che presenta situazioni insostenibili dal punto di vista sanitario e igienico». Il campo è ormai da anni al centro delle proteste, specie da parte dell’attuale assessore alla sicurezza che solo qualche anno fa denunciava gli elevati costi del campo, peraltro a carico del Comune e quindi dei cittadini.
le battaglie passate
Lodi aveva anche fatto un esposto alla Procura per sapere se fosse regolare la procedura, ma fu tutto archiviato. La speranza di veder chiuso finalmente il campo Lodi la ebbe nel 2016 quando la Regione decise la chiusura dei grandi campi nomadi, ma poi le cose andarono diversamente perché il sito ferrarese fu salvaguardato, rientrando fra le strutture di piccole dimensioni. Seguirono nuove proteste e cortei, come quello che la Lega organizzò nel giugno del 2018 e alla guida del quale c’era ancora una volta Nicola Lodi a chiedere che si riportasse la legalità in un campo in cui, diceva, le forze dell’ordine avevano accertato la presenza di rapinatori di anziani.
Coletti e maggi
Con lui ieri erano presenti anche l’assessore ai lavori pubblici Andrea Maggi che ha voluto verificare la regolarità degli impianti idrici, elettrici e di sicurezza, e l’assessore ai servizi sociali Cristina Coletti che ha cercato di capire meglio chi staziona nell’area, oltre che valutare la condizione di vita dei minori. Presenti anche gli ispettori dell’Ausl e i tecnici del Comune sui verbali dei quali si baseranno le decisioni che saranno prese in seguito, ha detto Maggi. –
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