La Nuova Ferrara

Ferrara

Il comune risponde all’appello 

Contenzioso con Enac Il caso “Volo a vela” sui tavoli della giunta

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FERRARA. Assicurano che il messaggio non è passato inosservato e che la nuova giunta, appena definita la competenza ed affrontati gli atti più urgenti in Consiglio comunale, esaminerà anche il caso dell’Aero club Volovelistico Ferrarese (Avf). Un vero e proprio appello, quello lanciato dal presidente Donato Vincenzi, dalle pagine della Nuova Ferrara. Un contenzioso con L’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) rischia infatti di seppellire l’associazione sotto una montagna di debiti (reclamati) giudicati dalla stessa inammissibili e comunque insostenibili.

Donati ieri ha ulteriormente precisato i termini della questione che ha portato l’Avf di fronte al Tar per opporsi alle richieste dell’Enac che chiede circa 600mila euro all’associazione per poter continuare a utilizzare un’area sulla quale sono collocate alcune strutture ad uso dell’Aero club Volovelistico Ferrarese, sodalizio totalmente separato e indipendente rispetto all’Aero club “R. Fabbri”, la cui pista si trova in un’area vicina, sempre a sud della città, ma che non ha alcun ruolo in questa vicenda.

Come ha spiegato alla “Nuova” Donato Vincenzi, l’Avf ha avuto in concessione, a titolo provvisorio, nel 1986 da Civilavia (poi sostituita da Enac)l’area cosiddetta ex radar del Demanio della Difesa Aeronautica (2,06 ettari più quattro manufatti) per realizzarci la sede e la base operativa.

Quella concessione non fu mai definita e a tutt’oggi «non vi è evidenza documentale di una concessione da parte dell’Aviazione Civile all’Aeroclub», scrive Vincenzi. A parere dell’associazione le pretese economiche avanzate successivamente da Enac non sono giustificate.

Per questo motivo ha già presentato un ricorso (vinto) al Tar. Un secondo ricorso (vinto) aveva quantificato il canone annuo in 1.169 euro. Ma l’Enac ha poi alzato il valore a 6.561 euro/anno per il 2010 e il 2011, caso oggetto di un terzo ricorso. Per il pregresso era stata avviata una trattativa per la rateizzazione ma Enac ha rincarato nuovamente i canoni pregressi (cifre fra i 60mila euro/anno e gli 88mila) e sollecitato lo sgombero dell’area. —

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