Ceramica In appello contro l’assoluzione
SANT’AGOSTINO. Riparte il processo per la tragedia del terremoto nella Ceramica Sant’Agostino: la procura di Ferrara, pm Ciro Alberto Savino, ha infatti impugnato le assoluzioni decise nel febbraio scorso e ha depositato il ricorso in appello. Il processo bis, dunque, valuterà le nuove considerazioni della procura che si fa forte, questa volta, nel proprio ricorso citando copiosamente una precedente sentenza di condanna del tribunale di Ferrara, al processo Tecopress, che ha sancito violazioni nella sicurezza sui luoghi di lavoro. Anche per Ceramica Sant’Agostino, dunque secondo il pm Savino vi furono criticità nella gestione della sicurezza degli operai che lavoravano quella notte del 20 maggio 2012, sotto i capannoni che crollarono: morirono Nicola Cavicchi, che aveva 35 anni e Leonardo Ansaloni di 51 anni, uccisi dal crollo di travi e pilastri. Dopo l’assoluzione dei 4 impuati la procura ha dunque deciso di fare una ulteriore selezione ed ha chiesto l’appello solo per il titolare dell’azienda Ennio Manuzzi e il responsabile della sicurezza, Andrea Fipertani.
Dunque, con la non impugnazione delle altre due posizioni della procura , sono definitive adesso le assoluzioni degli altri due imputati, i tecnici Andrea Govoni e Bruno Luigi Formigoni, mantovano, progettista per la Truzzi di Poggio Rusco. Pertanto, non vi possono essere rilievi penali da addebitare ai tecnici. L’accusa in primo grado aveva sostenuto che anche se nessuna norma di legge nella costruzione e progettazione dei capannoni Sant’ Agostino fu violata, ai tecnici doveva venire contestata una colpa generica, per non aver attuato misure maggiori rispetto a quelle richieste. Accuse non più proseguite in appello, mentre ora la procura sposta la sua attenzione e chiede altrettanta attenzione ai giudici d’appello sulla accusa di non aver messo in atto norme di sicurezza sui luoghi di lavoro in caso di terremoto. Il processo d’appello dovrà valutare questa tesi, già accolta al processo Tecopress dove morì un operaio Gerardo Cesaro e fu condannata l’azienda. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
