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Faceva soffrire i cani, condannata Due anni fa il sequestro della casa

L’associazione Avedev parte civile ringrazia giudici, veterinari e agenti «Speriamo che altri animali non vengano abbandonati e sfruttati »  

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Il processo

Condannata per maltrattamenti e abbandono di animali: ieri mattina il giudice Sandra Lepore ha deciso sulla responsabilità di Flavia Maestri, che gestiva un suo canile privato e non autorizzato, e l’ha condannata alla pena di 6.000 euro. Una sentenza che arriva a conclusione del processo che vedeva la donna sotto accusa per «avere tenuto cani in numero superiore a 30 in condizioni di gravi carenze igieniche e non compatibili alla loro natura con gravi sofferenze». Indagine e processo vedevano al centro il ritrovamento in una casa a Porporana dei 34 cani tenuti in condizioni inadeguate, tanto che ne venne deciso il sequestro della procura, operato dalla pm Ombretta Volta nel 2017.

I cani vennero poi ospitati, nel Canile Comunale di Ferrara (prima 20, poi 30 per la nascita di 10 cuccioli), 6 nel Rifugio della Lega per la Difesa del Cane e 8 presso il Canile Intercomunale di Portoverrara. Al processo, l’associazione animalista Avedev, che gestisce il canile comunale di Ferrara era costituita parte civile con l'avvocato Davide Bertasi. E in questa occasione Paola Cardinali per Avedev «ringrazia la magistratura, il nostro legale, l'Unità attività veterinarie dell'Ausl e la Polizia Provinciale. E anche tutti gli affidatari dei cani, che si sono presi cura di loro con disponibilità, attenzione, affetto ed impegno economico, creando quell'importante le legame che unisce il cane all'uomo». «Ora - spiega Avedev - sia affidatari che cani potranno condividere con certezza e serenità la loro vita futura, con la speranza che altri, come loro, non possano più essere oggetto di abbandoni e sfruttamento». —

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