La Nuova Ferrara

Ferrara

confagri dopo il decreto crescita 

Imu “leggera” nei campi «I Comuni si adeguino»

1 MINUTI DI LETTURA





L’approvazione da parte della Camera dell’emendamento sulle agevolazioni Imu alle società in possesso della qualifica di Imprenditore agricolo professionale riaccende la discussione sull’Imu agricola, sulla quale sta lavorando anche il Comune di Ferrara. «La misura contenuta nel Decreto crescita - dice il presidente di Confagricoltura Ferrara Gianluca Vertuani - è stata proposta e sostenuta da Confagricoltura per chiarire definitivamente la questione che aveva suscitato interpretazioni difformi da parte dell’Anci e di alcuni Comuni della nostra provincia in relazione al pagamento dell’Imu, nonostante sentenze della Commissione tributaria dell’Emilia Romagna e della Cassazione ed una circolare del ministero delle Finanze. Sono maturi i tempi per una estensione delle agevolazioni anche alle aziende non in possesso della qualifica di coltivatori diretti e Iap e ai proprietari di beni affittati oppure, quantomeno, ad una riduzione delle aliquote da parte delle amministrazioni comunali».

Giorgio Zaniboni, dei proprietari con beni affittati di Confagricoltura, sottolinea che l’Imu «deprime fortemente i ricavi derivanti dalla concessione in affitto dei terreni fin quasi ad azzerarli, senza contare che spesso questi terreni sono condotti da componenti lo stesso nucleo famigliare»; per Stefano Spisani (pensionati Confagri) «la maggior parte di coloro che affittano i propri terreni è rappresentato da agricoltori che dopo una vita di lavoro nei campi beneficiano di un assegno modesto». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google