La morte dopo la frattura Si allarga l’inchiesta per eseguire l’autopsia
Funerali bloccati e primi atti della procura per l’inchiesta aperta sulla morte di Claudio Castellari, 64 anni, deceduto nei giorni scorsi all’ospedale di Cona dopo una caduta accidentale, la rottura del femore e il conseguente intervento chirurgico. Ma da quanto si apprende, anche da parte dei familiari, Castellari aveva subito una settimana prima della caduta accidentale avvenuta all’interno del Museo del Modellismo storico di Voghiera di cui era uno dei fondatori, un altro intervento, di minore impatto, alla casa di cura Salus. Castellari era stato operato alla vena safena, ed era in convalescenza per questo intervento quando dopo la caduta è stato ricoverato all’ospedale di Cona.
Per questo motivo, ora tutte la attività giudiziarie della procura hanno subito una accelerazione per valutare gli atti di garanzia da inviare ai sanitari che nell’arco di due settimane, dal 12 giugno (prima operazione alla Salus) al 22 (decesso a Cona) hanno seguito l’iter sanitario di Castellari. Si tratta di atti dovuti, necessari, per poter eseguire una autopsia giudiziaria e capire le cause della morte. Dunque, l’indagine dovrebbe fare - secondo l’iter canonico - un salto e dovrebbero essere emessi avvisi di garanzia. Occorre però seguire tempi tecnici necessari per notificare gli atti, individuare il medico legale e poi fissare l’autopsia, esame a cui tutti i possibili indagati potranno presenziare attraverso i propri periti. Come ricordiamo, Castellari dopo la caduta accidentale, aveva riportato la frattura del femore, era stato operato e trattato con farmaci, ma nella tarda serata di sabato è avvenuto il decesso per una tromboembolia. Ora di fronte ai tempi tecnici dell’indagine, i funerali slitteranno di una settimana almeno. —
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