«Prima un boato poi tanto fumo» Esplode bidone donna ustionata
L’incidente in Ercole d’Este per la soda caustica in un vaso Subito i soccorsi dei poliziotti dalla caserma della Stradale
Mostra una scheggia di ferro, il poliziotto, ciò che rimane del bidone di lamiera esploso: lui e il collega lo guardano e dicono «Sì, è andata bene, questa volta». Sì, è andata bene davvero, per la signora Patrizia Brina che abita in una casa di via Ercole d’Este, vicino alla caserma della Polizia stradale, da dove sono accorsi i due poliziotti, primi tra i soccorritori. La donna, 64 anni, è rimasta coinvolta in un incidente domestico: le è esploso davanti il barattolo che si trovava in giardino pieno di soda caustica, che ha innescato una reazione di fiamme e deflagrazione sul corpo e sul viso.
Leggere ustioni
Trasportata poi al Pronto soccorso, qui i medici hanno valutato le ustioni riportate - leggere - sul corpo e il viso e le ferite dovute a quelle “schegge”, pezzi di lamiera del barattolo deflagrato che l’hanno poi colpita alla testa: una prognosi da parte dei sanitari di poche decine di giorni, per fortuna. Alla fine tanta paura e nell’arco della giornata, le sue condizioni psicologiche - era sotto choc - sono migliorate sensibilmente. Ad intervenire per primi, i due poliziotti della Stradale, l’assistente capo Mirko Antinori e il vicecommissario Nicola Ferrari. Che ieri dopo l’incidente, e mentre la signora era in viaggio sull’ambulanza del 118 verso Cona, raccontavano l’accaduto. «All'improvviso abbiamo sentito un boato, eravamo in ufficio, come se fosse stata un'esplosione». Una deflagrazione che hanno avvertito trovandosi la caserma della Polizia stradale confinante con la casa dell’incidente. Sono stati loro ad intervenire per primi, a soccorrere la donna e chiamare i soccorsi: «Siamo scesi e abbiamo visto del fumo dalla casa: per entrare - spiega Ferrari- ho aiutato il collega a scavalcare il muretto di cinta». Una volta dentro hanno capito: «Abbiamo visto la signora, sotto choc che camminava e dopo esser rientrata in casa aveva addosso le conseguenze di quel boato: è rimasta ustionata e ferita, leggermente per fortuna, dagli effetti di questa esplosione, al viso, alle gambe, non sul tronco e braccia poiché indossava un indumento che la copriva bene».
Gesto incauto
Ma da cosa è stata causata l’esplosione? Da quanto è stato accertato, sia dai vigili del fuco poi intervenuti che dai poliziotti ai quali la donna ha raccontato, tutto sarebbe partito da un bidone di soda caustica che si trovava in giardino. E la soda caustica, di solito, viene tenuta per le tubazioni intasate. La donna - questa la ricostruzione - vedendo del fumo uscire dai barattoli posti in un secchio, ha pensato di versarvi sopra dell’acqua: lo ha fatto incautamente, non sapendo che avrebbe innescato una reazione chimica tremenda. Come è successo. La soda caustica prende anche fuoco, innesca fiamme, ma soprattutto esplode se la reazione è veloce: ed ecco spiegato il boato avvertito dai poliziotti della Stradale. La signora è stata investita da fiamme ed effetti dell’esplosione: il pezzo di lamiera (barattolo squarciato )che l’ha colpita alla testa.
Vigili e 118 sul posto
Il fatto è accaduto in mattinata, poco dopo le 11.15, quando è scattato l'allarme lanciato dagli stessi agenti della Polstrada intervenuti ai vigili del fuoco e ai sanitari del 118. I vigili hanno fatto il sopralluogo, raccolto le “prove” e assieme ai poliziotti segnaleranno il fatto. La donna, intanto, nel tardo pomeriggio si trovava ancora all'ospedale di Cona per controlli, ma i sanitari hanno indicato che ferite e ustioni non sono gravi. —
Daniele Predieri
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