Studenti e apprendisti Contratto “vero” e poi il posto sicuro
Sbarca anche alle Taddia di Cento il progetto Confindustria I selezionati lavoreranno part time durante l’anno scolastico
Studenti e contemporaneamente apprendisti in azienda. È quanto sperimenteranno una quarantina di allievi delle classi quarte e quinte di tre istituti emiliani, tra i quali il Fratelli Taddia di Cento, nel quadro del progetto sull’apprendistato di primo livello promosso da Confindustria Emilia. L’esperienza, basata sul Jobs act e sulla legge Buona scuola è partita qualche anno fa con l’istituto tecnico Alberghetti di Imola e dal prossimo anno scolastico si amplierà appunto al Taddia e all’istituto Corni di Modena.
come funziona
L’apprendistato di primo livello serve al conseguimento della qualifica e del diploma professionale. Gli studenti partecipanti al progetto sono stati selezionati dalle aziende che potranno, in base alla disponibilità espresse e al profilo fornito dalla scuola, procedere alla loro assunzione con contratti di apprendistato di primo livello con orario part-time della durata di due anni, con possibilità prevista dalla norma di prolungare di un ulteriore anno dopo il diploma.
L’organizzazione didattica per i selezionati prevede 680 ore per anno scolastico (il 65% del totale) di attività di formazione a scuola e 370 ore per anno scolastico (il 35% del totale) di attività di formazione in azienda, con una retribuzione pari al 10% di quella dovuta con un contratto di apprendistato. A seguito di accordo tra le parti, al termine dell’anno scolastico i ragazzi potranno svolgere almeno altre cinque settimane di attività lavorativa con una retribuzione compresa tra il 65 e il 70% di quella prevista per il livello d’inquadramento.
visto da confindustria
Gli industriali di Bologna, Modena e Ferrara puntano molto a questa replica del modello duale tedesco, con lezioni in aula e attività pratica in azienda. «La nostra esperienza - spiega Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia - si basa su una co-progettazione dei percorsi formativi tra scuola e aziende, con l’obiettivo di adeguare la formazione sui profili e le competenze richieste dal mercato del lavoro. Per gli studenti ci sarà modo di fare esperienza lavorativa e comportamentale, acquisendo competenze importanti, e per le aziende si tratta di un investimento strategico, perché si possono valutare i ragazzi per due anni».
visto dalla scuola
A Imola, dopo tre anni di esperienza, promuovono in toto il progetto, visto che tutti i ragazzi che hanno concluso il percorso attualmente hanno un posto di lavoro e all’esame di maturità «hanno mostrato di possedere competenze adeguate al pari o superiori ai compagni di classe tradizionale, e una maggiore autonomia e spirito d’intraprendenza» testimonia la preside Vanna Monducci.
A Cento, racconta Andrea Sardini, preside del Taddia, «l’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dal nostro collegio docenti, perché può motivare i ragazzi in maniera differente rispetto al solo insegnamento teorico. L’attività pratica in azienda consente di mettere in campo competenze trasversali e coltivare valori preziosi come la correttezza, l’autonomia e l’indipendenza». —
S.C.
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