Commemorati i morti dell’eccidio di Ponte Albersano
Corona di fiori per ricordare i braccianti uccisi 118 anni fa Volevano paghe più alte, ma trovarono le armi dei soldati
BERRA. In occasione dell’anniversario dell’eccidio di Ponte Albersano, ieri mattina il vicesindaco Alberto Astolfi e l’assessore Raffaella Nalli a ricordo ed in memoria di quel tragico evento hanno deposto una corona di fiori nel luogo teatro della tragedia.
118 anni fa
Era il 27 giugno del 1901 quando sul Ponte Albersano a Berra si compiva uno dei fatti di sangue più sconvolgenti di sempre ai danni di lavoratori in sciopero in questa zona. Evento che ebbe il triste onore della cronaca prima e della storia poi. I braccianti agricoli, ridotti quasi alla miseria, chiedevano un aumento della paga. La massa degli scioperanti era composta da lavoratori che provenivano da tutti i paesi limitrofi, compresi alcuni centri del vicino Veneto. Massa che si dimostrò fin dall’inizio molto compatta e determinata.
la reazione
Gli agrari capirono che la posta in gioco era molto alta, poiché lo sciopero andava assumendo sempre più le caratteristiche di una lotta altamente politicizzata. Insomma, i braccianti erano pronti a tutto ed in pochi giorni i proprietari organizzarono squadre di crumiri piemontesi disposti a falciare il grano ormai maturo, oltre ad ottenere l’intervento della forza pubblica in difesa di questi ultimi e della stessa proprietà, nonostante lo stesso ministro Giovanni Giolitti avesse ordinato al prefetto di Ferrara di sconsigliare simile provvedimento: sarà il tenente De Benedetti a comandare l’eccidio di Berra.
la tragedia
La mattina del 27 giugno i braccianti si avviarono verso la tenuta Albersano animati dall’intenzione di spiegare ai crumiri nei campi le motivazioni del loro sciopero e di invitarli ad unirsi alla loro lotta, però trovarono il Ponte Albersano sbarrato dai soldati. Al tentativo di alcuni braccianti di parlamentare con questi ultimi, il tenente De Benedetti fece rispondere con il fuoco: i soldati erano disorientati, molti spararono in aria, alcuni addirittura si rifiutarono. Ma impugnata la sciabola e con la rabbia della belva, l’ufficiale ordinò categoricamente di sparare sulla folla degli scioperanti. Calisto Ercole Desuo di Villanova Marchesana (Ro) e Cesira Nicchio di Berra rimaeser per terra uccisi, mentre altri venti lavoratori in sciopero furono feriti. Questo il tragico bilancio di quel 27 giugno di 118 anni fa, evento commemorato ieri dall’amministrazione che governa il nuovo Comune di Riva del Po.—
D.M.
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