Fabbri giura, il Consiglio è insediato “Prima” tra patimenti e screzi
Poltronieri presidente e Maresca vice fanno il pieno di voti nella sauna del Grattacielo. Priorità case popolari e passi carrabili
«E dire che è la terza volta che lo faccio». Per diventare formalmente sindaco di Ferrara, dopo la doppia esperienza di Bondeno, Alan Fabbri ha dovuto leggerla la formula del giuramento e magari un po’ di emozione è salita anche a lui. Di sicuro la cerimonia di ieri ai giardini del Grattacielo ha calato tanti consiglieri novizi, oltre che in una sauna a 35º sfidata in giacca a cravatta dal solo Tommaso Mantovani (M5s), in una dimensione emozionale particolare: ne sono venuti fuori diversi extra-protocollo, una scheda sparita per qualche minuto e diversi screzi tra gli opposti schieramenti.
Forma e sostanza
Nella sostanza, però, il primo consiglio comunale a guida leghista è filato liscio in poco più di un’ora, chi doveva essere eletto (Lorenzo Poltronieri presidente e Dario Maresca vice, i membri della commissione elettorale) è uscito bene dal voto segreto e Fabbri alla fine ha potuto snocciolare le priorità da portare in giunta la prossima settimana. «Parlerò dell’incontro con i sindacati per il Mercatone Uno, dei contributi in arrivo per il Piano periferie e del programma dei 100 giorni, con le nuove regole per le case popolari e i passi carrabili» ha detto: poi Fabbri partirà per una visita a Siena con il presidente del Palio
applausi e scuse
Fa ancora parte della sostanza il patto mantenuto per presidente e vice: Poltronieri (Lega) e Maresca (GaM) hanno fatto il pieno con 30 voti e la sola astensione dichiarata da Mantovani (assente il leghista Ciriaco Minichiello); in commissione elettorale sono andati Luca Caprini (Lega), Simone Merli (Pd) e Federico Soffritti (FdI), con Davide Bertolasi (Pd), Francesca Savini (Lega) e Paola Peruffo supplenti.
C’è chi invece ha notato l’applauso dei consiglieri di maggioranza interrotto al passaggio dei nomi degli eletti dell’opposizione, con il solo Poltronieri a continuare a battere le mani. Poi è andato in scena lo screzio tra Benito Zocca, consigliere anziano e presidente della prima parte del Consiglio, e Bertolasi, dopo un gesto di contestazione da parte di quest’ultimo per la decisione extra-regolamento di consentire a Mantovani di motivare la sua astensione. Zocca, tra i più emozionati, ha reagito piccato ma poi è andato a scusarsi. I dem dal canto loro mostravano sofferenze supplementari da parecchi minuti perché i loro banchi... erano finiti sotto il sole.
Mantovani trasloca
Il consigliere M5s era stato fatto sedere a fianco della maggioranza: dopo qualche minuto ha staccato il suo cartellino, attraversato la “sala” e si è spostato all’opposizione. «Ribadisco la terzietà del movimento» ha detto inserendosi nella scaletta della serata. Poi la “macchina” consiliare ha sgommato di nuovo tagliando il traguardo tra gli applausi. —
Stefano Ciervo
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
