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tutti gli eletti 

Sei assessori lasciano i seggi La maggioranza cambia volto

Sono entrati con le surroghe Ziosi e Arquà (Lega), Guerzoni e Martinucci (Ferrara cambia) D’Andrea (FI) e Soffritti (FdI) Sui banchi prevale la tradizione

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Con le dimissioni dei consiglieri diventati assessori, ben sei, e la surroga dei consiglieri di maggioranza nel rispetto dell’ordine delle preferenze, il Consiglio comunale 2019-2024 nella sua versione al debutto ieri sera, è significativamente diverso da quello uscito dalle urne. Eccolo.

Lega. Benito Zocca (capogruppo), Alcide Mosso, Luca Caprini, Ciriaco Minichiello, Catia Pignatti, Francesca Savini, Anna Ferraresi, Lorenzo Poltronieri (presidente del Consiglio comunale), Stefano Solaroli, Mauro Magni, Giovanni Cavicchi, Paolo Vezzani, Annalena Ziosi e Rossella Arquà.

Ferrara cambia. Francesco Traspadano Carità (capogruppo), Massimiliano Guerzoni e Camilla Martinucci.

Forza Italia. Paola Peruffo (capogruppo), Diletta D’Andrea.

Fratelli d’Italia. Federico Soffritti.

Partito democratico. Aldo Modonesi (capogruppo), Ilaria Baraldi, Simone Merli, Girolamo Calò, Francesco Colaiacovo, Davide Bertolasi, Deanna Marescotti, Cristina Corazzari e Caterina Ferri.

Gente a Modo. Dario Maresca (vicepresidente del Consiglio comunale).

Azione civica. Roberta Fusari.

Movimento 5 stelle. Tommaso Mantovani.

Si vedrà nella prossima riunione, la prima operativa, in che maniera si disporranno i consiglieri nell’emiciclo, se rispettando la suddivisione “politica” di centrodestra e centrosinistra o quella di maggioranza-opposizione. Il primo scenario è quello più gettonato tra i gruppi del centrodestra, che preferiscono mantenere la posizione da sempre occupata dai loro predecessori, quindi alla destra dei banchi di giunta e del sindaco.

La sala consiliare di Palazzo Municipale può comunque assorbire senza problemi anche altre “geometrie” istituzionali, visto che è stata allestita per ospitare quaranta consiglieri. Con la riduzione a 32, avvenuta nella scorsa legislatura, quindi, i gruppi di maggioranza e opposizione possono compattarsi nell’ala destra o sinistra, senza imbarazzanti suddivisioni. La maggioranza composta da 20 consiglieri sarà infatti interamente ospitata, anche questa volta, da una singola ala del consesso. —

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