Verso la chiusura del campo nomadi, primo incontro Comune e associazioni
Il futuro della struttura di via delle Bonifiche: tavolo operativo tra vicesindaco Lodi, l'assessore Coletti e Opera Nomadi, Viale K, Caritas e altre: "Insieme troveremo la giusta collocazione per tutti. Ma nessuna corsia preferenziale per alloggi Acer"
FERRARA - Si va sempre più verso la chiusura del campo nomadi di via delle Bonifiche e il primo atto è stato il tavolo tecnico operativo in Comune, che si è tenuto questa mattina, venerdì 28 giugno, tavolo operativo con tutti i soggetti coinvolti e con un mandato preciso: informare le famiglie residenti al campo del programma di chiusura e raccogliere le disponibilità delle associazioni di volontariato per ospitare i nuclei che vogliono essere aiutati.
«Il nostro progetto - spiega il vice sindaco Nicola Lodi - è lavorare insieme alle Associazioni di volontariato, alla Caritas, alle cooperative, all'Opera Nomadi e ai Servizi sociali per trovare una soluzione abitativa diversa, per le famiglie che alloggiano nel campo di via delle Bonifiche».
«Progetteremo - continua- percorsi di uscita che tutelino minori e soggetti fragili, ma non creeremo corsie preferenziali per quanto riguarda gli alloggi popolari né metteremo a disposizione stabili pubblici o terreni per nuovi insediamenti».
Il vicesindaco insieme all'assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti all’incontro ha incontrato rappresentanti del terzo settore (Don Domenico Bedin-VialeK, Caritas, Opera Nomadi, coop il Germoglio) e dirigenti degli uffici del Comune e dell'Asp-Servizi Sociali, coi quali ha fatto il punto sulla situazione del campo di via delle Bonifiche.
«Il campo va chiuso con urgenza perchè non presenta condizioni di vivibilità - ribadisce il vicesindaco - per questo abbiamo convocato il tavolo di lavoro attraverso il quale vogliamo studiare e mettere in pratica soluzioni condivise, ma concrete. Le associazioni si sono dimostrate disponibili a collaborare e contiamo sul loro aiuto per trovare, in breve tempo, collocazioni adatte ad ospitare le famiglie che ora vivono in una condizione inaccettabile di degrado».
L'assessore Coletti ha inoltre precisato che «nonostante già da anni le famiglie siano seguite dai servizi sociali, molte beneficino dei redditi di cittadinanza di carattere regionale e siano stati attivati numerosi tentativi di inserimento lavorativo e abitativo. In questa fase il Comune prevederà progetti di accompagnamento».
Saranno pianificati percorsi condivisi «dedicati in particolare ai nuclei che dimostrano disponibilità a ricevere l'aiuto e che, realmente, intendono usufruirne per raggiungere un'autonomia gestionale», e tuttavia «non sono previsti interventi di sostegno abitativo differenti da quelli riservati a tutti gli altri cittadini» ha specificato l’assessore Coletti.
Che precisa: «Chi ha già presentato domanda per l'alloggio popolare verrà chiamato secondo la graduatoria e non ci sarà alcuna agevolazione particolare nell'assegnazione di case Acer a queste famiglie». Inoltre, conclude, «da parte dell'Amministrazione non c'è disponibilità ad assegnare o a mettere a disposizione stabili afferenti al patrimonio pubblico né terreni, nemmeno per situazioni temporanee, i cui costi ricadrebbero ancora una volta in carico dei cittadini».
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