II Comune sul campo nomadi «Soluzioni giuste per l’utenza»
Ieri primo incontro del vicesindaco Lodi e l’assessore Coletti con il volontariato «Cerchiano insieme di dare risposte, ma nessun privilegio per gli alloggi Acer»
«Il campo va chiuso con urgenza perchè non presenta condizioni di vivibilità», ribadisce il vicesindaco Nicola Lodi. Non scomoda la “ruspa” di leghista memoria barricadera. Anzi usa toni e modi che virano al politicamente corretto e da ieri, al primo Tavolo di confronto in Comune sul superamento del campo nomadi di via delle Bonifiche, è alla ricerca con l’assessore alle politiche sociali Cristina Coletti di soluzioni morbide, da concordare con le famiglie del campo e le associazione di volontariato convocate all’incontro.
Programmare le uscite
Dunque, si va sempre più verso la chiusura del campo, con un obiettivo: informare le famiglie residenti del programma di chiusura e raccogliere le disponibilità delle associazioni per ospitare i nuclei che vogliono essere aiutati. «Il nostro progetto - ha spiegato Lodi - è lavorare insieme a Caritas, cooperative, Opera Nomadi e Servizi sociali per trovare una soluzione abitativa diversa, per le famiglie che alloggiano nel campo». Come? «Progetteremo - continua- percorsi di uscita che tutelino minori e soggetti fragili, ma non creeremo corsie preferenziali per quanto riguarda gli alloggi popolari né metteremo a disposizione stabili pubblici o terreni per nuovi insediamenti». L’incontro ha visto la presenza dei rappresentanti del terzo settore (don Domenico Bedin-VialeK, Caritas, Opera Nomadi, coop il Germoglio) e dirigenti degli uffici del Comune e dell'Asp-Servizi Sociali. A loro Lodi e la Coletti hanno ribadito l’urgenza della chiusura, spiegando che l’obiettivo del tavolo di lavoro è quello di «studiare e mettere in pratica soluzioni condivise, ma concrete». Da trovare con le associazioni disponibili: «Contiamo sul loro aiuto - ribadiscono - per trovare, in breve tempo, collocazioni adatte ad ospitare le famiglie che ora vivono in una condizione inaccettabile di degrado». Da troppo tempo è stata tollerata questa situazione, ha precisato l'assessore Coletti «nonostante le famiglie siano seguite dai servizi sociali, molte beneficino di redditi di cittadinanza regionali e siano stati attivati numerosi tentativi di inserimento lavorativo e abitativo». In concreto cosa si vorrà fare? «Progetti di accompagnamento, condivisi coi nuclei disponibili a ricevere l'aiuto», ossia coloro che vogliono essere aiutati per diventare autonomi.
Nessun privilegio
Ma, sottolineatura importante, non avranno nessun privilegio: «Non sono previsti interventi di sostegno abitativo diversi da quelli riservati agli altri cittadini» ha specificato l’assessore. Che precisa: «Chi ha già presentato domanda per l'alloggio popolare verrà chiamato secondo la graduatoria e non ci sarà alcuna agevolazione particolare nell'assegnazione di case Acer a queste famiglie». E chiude: «il Comune non è disponibile ad assegnare o a mettere a disposizione stabili pubblici né terreni, nemmeno temporaneamente: i costi ricadrebbero ancora una volta sui cittadini».—
D.P.
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