Kiwi, una stagione rovinata Danneggiata la fioritura
Oltre cento gli ettari coltivati nel Ferrarese tra Berra, Formignana e Tresigallo Le piante e i frutti soffrono l’eccessiva esposizione al sole e il grande caldo
«Sono poco più di cento gli ettari coltivati a kiwi nella provincia di Ferrara, in massima parte concentrati nei Comuni di Berra, Formignana, Tresigallo». Lo ricorda Elisabetta Moscheni, Presidente della Sezione Frutticola di Confagricoltura Ferrara, che prosegue: «Complessivamente sono oltre 4. 400 gli ettari di kiwi coltivati in Emilia Romagna, con la provincia di Ravenna sul podio con oltre 2. 690 ettari, seguita da Forlì (880) e Bologna (410).
Importanza crescente Da alcuni anni la produzione di kiwi, in Italia come in molte altre parti del mondo, ha acquisito un’importanza sempre più crescente, ma al tempo stesso alcune patologie di natura batterica ne minacciano sempre più la sua coltivazione. A tutto ciò quest’anno si sono aggiunte le pessime condizioni atmosferiche che hanno causato danni rilevanti. La cascola dei frutticini, che ha colpito pesantemente molte produzioni frutticole, soprattutto le pere, non ha risparmiato nemmeno il kiwi. Alcuni areali della nostra provincia, proprio grazie alla tipologia dei terreni (di medio impasto e tendenti al sabbioso) risultano ideali per uno sviluppo maggiore di questa frutticola, che ricordo essere ricca di Vitamina C ed E, di potassio, rame, ferro, fibre e con molteplici proprietà nutraceutiche che la scienza le riconosce ampiamente».
«La pianta, il frutto, le foglie, soffrono l’eccessiva esposizione al sole e per proteggerle vengono istallate spesse reti antisole; la temperatura ideale va dai 5 ai 30 gradi – lo afferma Davide Natali, che conduce un’azienda a Berra insieme al fratello Silvio, fra le primissime a metà anni ’70 a dedicarsi a questa coltura – Il problema principale per la campagna 2019 si è verificato lo scorso maggio, durante la fioritura: nel kiwi giallo si è avuta una pesante cascola, mentre nella varietà verde in diversi casi la mancata impollinazione ha causato frutti non sviluppati e di forma non allungata ma tondeggiante. Per quanto riguarda la batteriosi (cancro batterico dell’actinidia), che lo scorso anno ci ha costretto ad estirpare in azienda le piante di Jingold (kiwi a polpa gialla), i nostri sei ettari di kiwi verde non pare siano interessati al problema, anche perché il kiwi verde, più rustico, è meno sensibile al batterio. Gli allevamenti più soggetti agli attacchi di batteriosi sono quelli giovani, in particolare quelli senza protezione antigrandine e quindi più esposti a patologie. Ormai da anni per i nuovi impianti si stanno studiando varietà che sviluppino maggior resistenza della pianta al batterio, al momento senza apprezzabili risultati».
I pericoli
Il cancro batterico dell’actinidia rappresenta attualmente la patologia di natura batterica di maggior rilevanza a livello mondiale per il comparto del kiwi. Noto come Psa, causa danni a tutti gli organi vegetativi; la diffusione di questa fitopatia ha causato notevoli perdite sia nelle aree italiane di maggior produzione (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Lazio), sia a livello europeo (Francia, Spagna, Portogallo), che extra UE (Turchia, Nuova Zelanda, Australia), ed è particolarmente diffusa in tutta l’Asia. —
Andrea Tebaldi
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