Bagnanti indisciplinati Tuffi dagli scogli e mosconi come sdraio
PORTO GARIBALDI. È la moda del momento sulle spiagge, ma sta già sollevando le proteste di turisti e assistenti ai bagnanti.
Sempre più frequentemente si vedono scorazzare lungo la battigia le cosiddette sand-bike, biciclette con copertoni larghi adatte ai percorsi sabbiosi, ma potenziali elementi di pericolo, oltre che di disturbo per i bagnanti.
le proteste
«Capita di vederle soprattutto alla mattina presto o all’imbrunire – interviene Cesare Scarpa, coordinatore dei bagnini del Cus Salvataggio ai Lidi Scacchi e Pomposa –; ad uno dei ciclisti ho fatto notare i rischi delle sue scorribande in spiaggia, dopo che un mese fa una bimba ha rischiato di essere travolta». Andare in bici in spiaggia è consentito dalla norma regionale, il problema è legato alle modalità.
Altre sono le situazioni borderline, che danno origine a potenziali rischi ostacolando, per certi versi, il compito di sorveglianza assegnato agli assistenti ai bagnanti. «C’è chi pensa bene di lasciare borse e indumenti sotto alla nostra postazione – prosegue Scarpa –, ma non siamo custodi di oggetti privati e trascorriamo buona parte del tempo sul moscone. C’è anche chi si sdraia sul moscone o deposita ciabatte, giochi da spiaggia e borse sul moscone quando è sulla battigia, ma anche questo non va bene, perché in caso di emergenza, dobbiamo essere pronti ad uscire in mare senza perdere tempo».
l’ombrellone
Per non parlare di chi pianta l’ombrellone rimediato da casa, piazzandolo davanti alla postazione del bagnino. «Oltre ad essere vietato – conclude Scarpa –, visto che le aree destinate all’ombreggio sono altre e vengono gestite dai concessionari, queste scelte così estemporanee comportano dei rischi, perché ci coprono la visuale. Non devono esserci ostacoli di nessun genere davanti alle nostre postazioni».
Da Giacomo Legani, assistente ai bagnanti del Cus Salvataggio, con un’esperienza da veterano ultraventennale, arrivano altre raccomandazioni. «È vietato anche dall’ordinanza dell’ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi – interviene Legnani –, salire sugli scogli, perché si rischia di scivolare con conseguenze più o meno gravi, come è avvenuto al turista che sabato si è ferito aggrappandosi ai grappoli di cozze. È vietato nuotare oltre gli scogli, ma spesso siamo costretti a raggiungere con il moscone chi li oltrepassa». —
Katia Romagnoli
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