Spiagge libere segnate da troppi annegamenti E i bagnini non ci sono
Il Comune, titolare dell’area, non ha soldi per garantire il servizio Dalla Capitaneria già segnalate due zone a rischio da “coprire”
il caso
Mohamed El Bahlouli, 24 anni, è morto annegato sabato scorso a Lido di Spina. Era con gli amici sulla spiaggia libera, ha deciso di fare il bagno, ma è finita in tragedia.
Sui Lidi in spiaggia libera non c’è il servizio di salvamento ed il corpo del 24enne è stato trascinato dalla corrente fin davanti al Bagno Sabbiadoro, dove il bagnino lo ha visto e tirato fuori dall’acqua ancora vivo. Venti lunghissimi minuti di agonia, e gli interrogativi, anche per questa stagione, attendono ancora risposte. Perché le spiagge libere dei Lidi non hanno bagnini ma solo cartelli che, in pratica, avvertono dei possibili rischi ma certo non salvano delle vite?
la normativa
La spiaggia libera è del Comune. L’amministrazione deve gestirla con obblighi simili a quelli in capo ai titolari delle concessioni, compresa la vigilanza su chi fa il bagno. L’ordinanza regionale sulla balneazione lo indica già in premessa: «I Comuni devono provvedere ad individuare le aree libere nelle quali assicurare, direttamente o partecipando ai piani collettivi, il servizio di salvamento». E dove non possono arrivare debbono mettere i cartelli in più lingue che indicano il pericolo. Il punto è che il Comune di Comacchio, per una questione di costi, ha scelto di non controllare nessuna spiaggia libera, si è limitato ad apporre ovunque gli avvisi ai bagnanti. Ma non tutte le situazioni sono però uguali e come già segnalato al Comune dalla Capitaneria di Porto, su alcune spiagge libere la presenza dei bagnini è indispensabile, indipendentemente dai costi.
spiagge libere
Due sono le zone a rischio sui Lidi e non a caso negli ultimi anni il maggior numero di annegamenti si è registrato proprio lì: spiaggia libera di Lido di Spina e spiaggia libera di Porto Garibaldi. «Il pericolo è evidente - conferma il comandante della Capitaneria di Porto Garibaldi Francesco Luciani - Il numero di bagnanti è altissimo, soprattutto nel fine settimana e la necessità a nostro parere di avere dei bagnini non è più rinviabile. Certamente non è mio compito dire al Comune quello che deve o non deve fare. È però mio obbligo tutelare le persone in mare ed è per questo che abbiamo dato precise indicazioni».
E aggiunge, «su alcuni tratti di litorale molto isolato si può anche tentare di garantire la sicurezza con i cartelli ma a Porto Garibaldi dove non resta nemmeno un centimetro di spiaggia vuota e a Lido di Spina a ostro parere servono i bagnini».
il comune
Lo zoccolo duro sarebbero i costi. In realtà l’amministrazione potrebbe entrare nei Piani collettivi di salvataggio e dividerli con gli altri operatori.
«Non sono in regola - ribadisce con forza Luca Callegarini di Confesercenti - e se le famiglie delle vittima decidono di fare causa o il magistrato di turno procedere d’ufficio il Comune potrebbe passare dei guai. I cartelli in quelle zone non sono sufficienti ed è però giusto che restino delle spiagge libere per le persone che non vogliono o non possono andare nei Bagni». —
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