I sindaci protestano contro il governo Sit in a Roma per riavere i fondi
Appuntamento a mercoledì 10 luglio davanti a Montecitorio Marattin (Pd): «È una scempiaggine, l’esecutivo ci ripensi»
La periferia, quella dei municipi spesso misconosciuti, sbarca a Roma. Appuntamento alla mattina di mercoledì 10 luglio, davanti a Montecitorio. Convocati: i sindaci dei Comuni nati da fusione, colpiti dai tagli governativi al finanziamento straordinario.
A organizzare il presidio è il deputato ferrarese Luigi Marattin. «Al di là di come la si pensi sulle fusioni – premette l’esponente del Pd –, è evidente che siamo di fronte a una colossale scempiaggine: togliere 300, 400 o 600mila euro (o anche di più) a comuni di poche migliaia di abitanti a luglio, con i bilanci di previsione già approvati da mesi, significa creare un pesantissimo problema di bilancio sul 2019, con forti ricadute sull’offerta di servizi di base».
Un’ingiustizia da sanare subito, secondo Marattin, «e il governo può farlo già quando l’assestamento approvato in consiglio dei ministri approderà nei prossimi giorni nella mia commissione: bastano 30 milioni di euro su un bilancio pubblico di diverse centinaia di miliardi». Alla manifestazione dovrebbero partecipare anche i rappresentanti delle amministrazioni colpite nel Ferrarese (Tresignana, Riva del Po, Fiscaglia e Terre del Reno). Quelle targate centrosinistra si annunciano in prima fila. Ma Marattin non ne fa una questione partitica: «L’invito è esteso a tutti anche ai sindaci Cinque Stelle e leghisti. Se la Lega è contro le fusioni? Diciamo che non sono convinti – aggiunte l’ex consulente dei governi Renzi e Gentiloni – ma se il sottosegretario Candiani vuole approfondire perché, secondo me e altri, sono processi ragionevoli lo invito al convegno che sto preparando per il 17 settembre alla Camera: ci sarà il suo collega di partito Garavaglia, quindi non si sentirà solo...».
FISCAGLIA in prima linea
Chi quasi sicuramente sarà a Roma è il sindaco di Fiscaglia. «Ad avvio legislatura – dice Fabio Tosi – invece di parlare di risorse da investire ci tocca affrontare i tagli di risorse da parte dello Stato. Non per questo ci tiriamo indietro perché sentiamo fortemente l’appoggio da parte della cittadinanza».
A Fiscaglia la diminuzione di risorse è del 28% (circa 400mila euro) rispetto alle previsioni. «Queste decisioni creano quell’effetto d’incertezza e confusione che da sempre ci penalizza a più livelli», commenta ancora Tosi il quale aggiunge, riferendosi al recente referendum in cui aveva sostenuto il No, che «fortunatamente per il nostro territorio non si è concretizzata la fusione con Ostellato, in quel caso le difficoltà sarebbero state ben maggiori per entrambi i comuni, segno che forse siamo stati anche allora buoni e lungimiranti amministratori».
GORO lungimirante
Il consigliere provinciale del centrodestra Gino Soncini nel voto del 2 dicembre aveva fatto campagna a Goro contro la fusione con Mesola, quesito in cui il No vinse nettamente. E adesso ribadisce di averci visto giusto.
«Ora si capisce che non raccontavamo bugie quando dicevamo che i fondi non erano garantiti – dice Soncini –. I piccoli Comuni andrebbero sostenuti davvero, non con fusioni che sono un danno per l’economia. È il piano deciso dall’alto da Bonaccini che viene ferito dai tagli». —
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