La Nuova Ferrara

Ferrara

Paga il tuttofareper proteggere la madre E finisce in un incubo

A.M.

Il tentativo di estorsione punito con tre anni 

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la storia

Ha pagato duemila euro per proteggere l’anziana madre, perché il tuttofare che svolgeva servizio di giardinaggio e altri lavoretti in casa della signora gli aveva promesso informazioni utili a dimostrare che la badante stava prosciugando il conto corrente attraverso deleghe estorte con l’inganno. Ma dopo aver pagato, e constatato che la donna, un’italiana cinquantenne, anche senza deleghe era riuscita a spillare 9.500 euro nell’arco di due mesi, è finito in un incubo ancora più spaventoso.

Perché l’informatore, una volta capito che l’uomo era disposto a mettere mano al portafogli, ha alzato la posta, mettendo in atto una vera e propria estorsione: richieste di denaro sempre più pressanti e violente, accompagnate da pesanti minacce («ti sfregio con l’acido», «ti brucio la casa») e culminate il 23 dicembre 2015 in un pestaggio con tirapugni. È quanto ha dovuto subire un ferrarese da tempo trasferito fuori città con la famiglia, e che ha avuto il coraggio di denunciare ottenendo giustizia. L’imputato, Alberto Visini di 56 anni, è stato condannato a tre anni di carcere per tentata estorsione, mentre la badante è stata assolta con formula dubitativa dall’accusa di circonvenzione di incapace, perché il giudice non ha ritenuto pienamente raggiunta la prova che l’anziana signora (81 anni all’epoca dei fatti) fosse stata ingannata, o piuttosto avesse finito per fidarsi e magari affezionarsi alla badante dopo essere rimasta sola.

Il figlio, pur lontano, continuava comunque a seguire e sentire l’anziana madre. Ed era stato pronto a sborsare quando il tuttofare gli aveva offerto un aiuto (a pagamento) per proteggere l’anziana. Salvo poi finire in una rete di violenze e minacce: «Il mio assistito ha avuto la forza di ribellarsi, e siamo molto soddisfatti di avere ottenuto il riconoscimento della tentata estorsione e la condanna», commenta l’avvocato Vittorio Zappaterra, che insieme al collega Gianni Ricciuti assisteva le parti civili. —

A.M.

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