Copparo alza la voce nell’Unione «Vogliamo più rappresentanti»
Il sindaco Pagnoni chiede un cambio di statuto a Riva del Po e Tresignana «Come in una società contano i capitali portati. Pronti a guardare altrove»
Metti che dopo oltre 70 anni di governo della sinistra e del centrosinistra ottieni lo storico traguardo di andare al potere. Eppure, in una larga fetta delle decisioni ti ritrovi ancora in minoranza. È questo (in estrema sintesi) il quadro che si prospetta per il centrodestra a Copparo, al potere a Copparo ma in minoranza all’Unione Terre e Fiumi.
I conti sono presto fatti, i consiglieri sono ancora 24 ma dai sei Comuni originari ora si è scesi a tre, perciò da ogni ente all’Unione arrivano 8 consiglieri, 6 di maggioranza e 2 d’opposizione. Questo significa che al momento del voto, in chiave politica, il centrosinistra è ancora più fote con 6 consiglieri di Riva del Po, 6 di Tresignana e 1 di Copparo (all’altro dell’opposizione c’è Caleffi di M5s).
Ed ecco che nei primi incontri informali fra i tre sindaci, il copparese Fabrizio Pagnoni ha già messo sul tavolo la proposta di cambiare questi numeri, rivedendo così lo statuto dell’Unione.
i numeri
«Non è un capriccio del centrodestra - premette Pagnoni -, anche perché la bozza di nuovo statuto preparata dalla segreteria dell’Unione (dottoressa Romeo, la stessa del Comune di Copparo, ndr) è già pronta, non è stata preparata nel periodo in cui siamo andati al potere. Si tratta di valutare la nuova situazione del territorio, con 3 componenti anziché 6 e se guardo a Copparo è un discorso di “peso”: il nostro Comune è quello con il maggior numero di abitanti e, dunque, con la maggior quota di spese pagate. L’Unione per me è una società di capitale, chi mette più soldi deve giustamente avere una maggiore rappresentanza».
tempi ridotti
Ora resta da capire come reagiranno a questa proposta i colleghi Perelli e Zamboni. «Io ho messo tutto sul tavolo, certamente il discorso va approfondito ma da questa decisione poi viene stabilito tutto il resto e bisogna fare in fretta, voglio portare la modifica dello statuto in consiglio comunale quanto prima. Anche perché, come ho già avuto modo di dire, per tutti gli enti c’è la possibilità di accedere a bandi e contributi vantaggiosi, finché l’Unione non riparte continueremo a perdere molte possibilità. Ripeto, non è una questione di colore, perché noi tre sindaci siamo tutti d’accordo sul fatto che l’Unione vada migliorata e visto che negli ultimi cinque anni la maggioranza era chiaramente di centrosinistra e i problemi non sono mancati, forse è il caso di non analizzare la situazione da questo punto di vista. Terre e Fiumi va al di là di Pagnoni, del centrodestra o del centrosinistra, dobbiamo creare qualcosa di forte che duri ben oltre il nostro mandato e le divisioni politiche non devono essere un alibi».
la possibilità
Ma quello che il sindaco di Copparo non esclude è l’idea di una Unione Terre e Fiumi che potrebbe ancora cambiare geografia: «Non vedo perché non dovremmo guardarci attorno, confiniamo con tanti Comuni. Personalmente, ad esempio, ho contatti quotidiani con Ferrara, alla quale siamo già legati per l’Assp, quindi si possono fare altri ragionamenti». —
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