La Nuova Ferrara

Ferrara

permessi soggiorno con carte contraffatte  

Falsi esami di italiano 16 pakistani a processo

1 MINUTI DI LETTURA





Sapevano il trucco, il tam-tam nella comunità pakistana di tutta la provincia aveva funzionato: piuttosto che andare a scuola, per imparare bene la lingua italiana, superare l’esame per poter chieder il permesso di soggiorno, si compravano il “diploma”: un attestato, apparentemente rilasciato dal Centro territoriale permanente di Portomaggiore. Che esiste, è un istituto serio, ma ai 16 cittadini sotto processo davanti al giudice Danilo Russo non interessava. Così, comprando l’attestato di conoscenza della lingua italiana, 2° livello, potevano presentare la richiesta all’ufficio Immigrazione della Questura di Ferrara.

Tutti i 16 imputati ieri dovevano rispondere della “fabbrica di falsi” che avevano inventato in modo autonomo. L’inchiesta che li vede imputati nasce dalla Polizia, la squadra mobile ha accertato l’uso di questi attestati falsi, ma non è stato mai scoperto chi li avesse prodotti. Un “buco” dell’indagine che fa supporre che tutto sia nato dal tam-tam tra connazionali, e da documenti originali, poi bellamente falsificati coi nominativi interessati.

Il processo è stato aggiornato al 21 novembre quando il giudice deciderà le sentenze e le pene richieste: tra rito abbreviato, diversi patteggiamenti (chiudendo tutto davanti al gip) mentre altri hanno chiesto il vaglio dell’udienza preliminare scegliendo il dibattimento pubblico: si dicono loro stessi ingannati e ignari della falsificazione operata. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google