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Sant’agostino 

Molestie ai cacciatori Processo sui contrasti con gli animalisti

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S.AGOSTINO. Il processo è per molestie, perché dovunque andassero, lui e i suoi compagni cacciatori, c’era sempre qualcuno che li disturbava «con petulanza e biasimevole motivo». Così recita il capo di imputazione del processo che si è aperto ieri mattina contro Lorenzo Baruffaldi, ben conosciuto a Sant’Agostino per le battaglie civili contro tutti e tutto, stavolta contro i cacciatori. O meglio uno di loro, Vittorio Lodi che lo ha appunto denunciato per molestie. Ma questa è soltanto una coda giudiziaria dei contrasti in atti tra cacciatori e cittadini di Sant’Agostino, alcuni di questi legati ad un Movimento Anti Caccia, tra animalisti, che contestavano a chi va in giro con le doppiette, in modo regolare e lecito, la possibilità di praticare la caccia. Un caso balzò anche alle cronache, alla riapertura della stagione venatoria due anni fa, a ridosso del Cavo Napoleonico, quando un gruppo di ambientalisti legati al Movimento Anti Caccia disturbò l’azione dei cacciatori della zona con aggressione e insulti e arrivarono carabinieri e polizia provinciale. In tribunale i processi reciproci sono tutti per il reato di molestie: quello contro Baruffaldi (che ha denunciato per altrettante molestie a ruoli invertiti i cacciatori) è stato aggiornato al prossimo 16 gennaio. Mentre sono in corso anche altri processi che vedono invece Vittorio Lodi accusato da altri ambientalisti Cinzia Vaccari e Simone Bonazzi. —

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