Quota 100, finora 22 domande I sindacati: pronti a collaborare
L’apertura di una procedura di mobilità volontaria fino a 50 dipendenti ha agitato nelle ultime settimane l’atmosfera attorno alla Berco, con tanto d’incursioni politiche post-elettorali. In realtà l’atteggiamento dei sindacati confederali è di attenzione per la riorganizzazione in atto, ma non di allarme, anche perché, come sottolineano sia Giovanni Verla (Fiom Cgil) che Paolo Da Lan (Uilm), «si tratta di una procedura su base strettamente volontaria, con numeri anche più limitati di quelli indicati dall’azienda e legata alla finestra pensionistica di quota 100». Fino a questo momento, infatti, sono state raccolte 22 domande e la proiezione fine anno non va oltre la trentina di posizioni. «L’azienda non sta spingendo per i pensionamenti, anzi le istanze sono venute dai lavoratori - evidenzia in particolare Verla - La copertura del turn over? C’è sempre il tema della stabilizzazione dei somministrati, che sono circa 150, per i quali abbiamo assistito finora a percorsi abbastanza residuali. Su questo aspetto bisogna continuare a lavorare con l’azienda». L’organizzazione del lavoro in un’azienda complessa come quella copparese, dove sono presenti ogni tipo di turno, dal ciclo continuo al giornaliero, è un elemento da tenere presente.
Anche Da Lan ribadisce la disponibilità sindacale a «seguire da vicino questo percorso di riorganizzazione, anche per non riportare alla memoria dei lavoratori vecchie gestioni aziendali, quando le rassicurazioni del giorno prima venivano smentite il giorno dopo dall’apertura di una procedura di mobilità. Non siamo di fronte ad una situazione del genere, è bene specificarlo».
Il fallimento della fusione della casa madre con Tata, tra l’altro, comporta nel medio termine l’accantonamento di scenari di esuberi strutturali a livello mondiale nel gruppo, che questo tipo di operazioni si portano sempre dietro. —
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