Unione, lo statuto cambierà Presidenza a Pagnoni in salita
Riva del Po e Tresignana accolgono la richiesta di Copparo di avere più peso Ma il sindaco Perelli avverte il collega: «Non si governa col 51% come in azienda»
COPPARO. Il giorno dopo lo sfogo del “fratello maggiore”, ecco il faccia a faccia. Si sono incontrati ieri mattina i sindaci usciti dalle ultime elezioni: Fabrizio Pagnoni (Copparo), Andrea Zamboni (Riva del Po) e Laura Perelli (Tresignana).
Una riunione, peraltro fissata da tempo, che non poteva non risentire degli effetti dell’alzata di tono, sulla Nuova Ferrara, da parte del primo cittadino di Copparo che chiede per il proprio ente maggiore spazio nell’Unione dei Comuni Terre e Fiumi.
sì al riequilibrio
Incontro assolutamente cordiale, secondo quanto si apprende, anche se Riva del Po e Tresignana hanno messo qualche paletto.
Non però sulla richiesta di riequilibrio della rappresentanza nel consiglio dell’Unione, un passaggio inevitabile dopo l’uscita di Jolanda di Savoia e le due fusioni. «L’esigenza di Copparo è comprensibile – riconosce il sindaco di Tresignana, Laura Perelli –. Difficile che si possa configurare un consiglio con i pesi attuali, che vedono 9 rappresentanti per Copparo e Riva del Po e 8 per noi. D’altronde il cambiamento dello statuto era già previsto: faceva parte del mio programma di mandato».
Si è così deciso ieri di governare questa fase di transizione tramite una commissione, composta da membri del consiglio, che esamineranno le proposte di modifica allo statuto, anche appoggiandosi a un parere della Regione. Quasi scontato che al fine di rideterminare i pesi tra le parti si guardi alla popolazione residente: da notare che, più o meno, Copparo conta quanto la somma delle altre due realtà.
dilemma presidenza
In ballo, naturalmente, c’è anche, se non soprattutto, la presidenza dell’Unione. Tra le righe dell’intervento di Pagnoni sul nostro giornale non era difficile leggere il pericolo di finire in minoranza, lui unico sindaco di centrodestra dei tre. «È chiaro che per la giunta il discorso si fa un po’ diverso – premette la Perelli –. Sarà tutta una questione di equilibri, anche perché ora i sindaci sono tre, mentre in precedenza sono sei».
La sensazione è che Riva del Po e Tresignana non accetteranno né soluzioni a scatola chiusa né tantomeno diktat, sempre che da Copparo si sia in grado di lanciarli, stando agli attuali rapporti di forza politici. C’è una formula chiarissima utilizzata dalla Perelli, in replica alla metafora di Pagnoni sull’Unione come società di capitali: «È impensabile poter governare con il 51%, serve un consenso molto ampio sul territorio – sottolinea il sindaco di Tresignana –. Ci sono comunque tutti i presupposti per far bene e convergere nell’obiettivo di potenziare l’Unione, anche guardando all’esterno ampliando lo spettro delle convenzione, come con la Provincia sull’ufficio sismico e con Ferrara a livello di Azienda di servizi alla persona». —
Fabio Terminali
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
