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contesa nella sanità 

Ambulanze, ora è “guerra” tra Croce Bianca e Ape

Gi.Ca.
Ambulanze, ora è “guerra” tra Croce Bianca e Ape

Un’associazione attribuisce all’altra irregolarità per la mancanza di una rimessa Ma l’Associazione Pubblica Estense risponde: tutto regolare, accuse infondate  

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Il sistema del trasporto sanitario locale continua ad essere attraversato e scosso da contenziosi e liti. Una turbolenza che coinvolge l’assetto istituzionale dell’attività ma anche il volontariato, che fornisce un supporto importante. L’ultima contesa in ordine di tempo vede contrapposte due associazioni che utilizzano le loro ambulanze per il trasporto dei pazienti: Croce Bianca e Assistenza Pubblica Estense (Ape).

A guidare la carica è Croce Bianca che ieri, attraverso uno dei suoi responsabili, Donatello Alberti, ha annunciato di avere contattato il Comune di Ferrara per chiedere «pari trattamento tra la nostra associazione e Ape».

La segnalazione

La dichiarazione di “guerra” riguarda un aspetto citato in una circolare regionale, in particolare il cosiddetto “rimessaggio” dei veicoli. «In pratica l’atto regionale impone - spiega Alberti - che all’interno del complesso di strutture che formano la sede organizzativa dell’associazione siano previsti anche gli spazi coperti o comunque delimitati dove vengono custoditi i veicoli dell’associazione. Come Croce Bianca abbiamo speso almeno 150mila euro per acquistare e adeguare il locale, in via Modena, dove facciamo sostare i mezzi e a Bologna abbiamo un altro deposito per il quale paghiamo l’affitto. Ape, invece, utilizza degli stalli messi a disposizione dal Comune e ricovera i propri mezzi, di fatto, su strada». Il rappresentante di Croce Bianca annuncia di essersi già «rivolto ad esponenti della giunta per presentare il caso. Visto che quella circolare prevede un rimessaggio presso la sede della direzione sanitaria come requisito per ottenere “l’autorizzazione all’esercizio del servizio di soccorso/trasporto infermi con ambulanza o automedica” allora abbiamo chiesto al Comune se l’attività di Ape è regolare».

La replica

Ape però ha già respinto al mittente le osservazioni di Alberti. Ieri, contattata dalla Nuova Ferrara, ha replicato che lo stesso paragrafo citato dal collega/concorrente indica tra gli «specifici requisiti strutturali» la disponibilità «di un locale per la direzione sanitariaoltre a quelli elencati alla voce “postazione”. Ebbene, in questo paragrafo non si fa assolutamente riferimento al “rimessaggio” ma ad altre strutture. Riteniamo quindi che ogni voce che ci attribuisce irregolarità sia destituita di fondamento. A chi solleva dubbi diciamo che poi si assumerà le sue responsabilità». Ape utilizza sei stalli su strada e altri quattro in una struttura propria, più interna. Da anni, ormai, l’assistenza sanitaria tramite ambulanza (trasporti di soccorso, ordinari e con costi a carico di privati, come il rientro a casa da una dimissione ospedaliera) è interessata da ricorsi, polemiche e da un’attività di riorganizzazione gestita a livello di Area Vasta (Ferrara, Bologna, Imola). Per questi motivi molti affidamenti di servizi sono stati concessi in proroga oppure vengono impostati sulla base di contratti ridefiniti con una durata di pochi mesi. —

Gi.Ca.

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