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rapporto 2019 

Cultura, motore economico Affari da 300 milioni di euro

Cultura, motore economico Affari da 300 milioni di euro

Consistente l’indotto prodotto dalle ottomila aziende che operano nel Ferrarese Il presidente camerale Govoni: settore indispensabile per il rilancio del territorio

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La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, pubblica amministrazione e non profit, genera quasi 96 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 265,4 miliardi, equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,55 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Nel complesso, quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2018 ha prodotto un valore aggiunto del 2,9% superiore all’anno precedente. Gli occupati sono 1.55 milioni con una crescita dell’1,5%, superiore a quella del complesso dell’economia (+0,9%).

È quanto emerge dal Rapporto 2019 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, arrivato alla IX edizione, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere.

I dati ferraresi

In Provincia di Ferrara la ricchezza prodotta dalla cultura e dal suo indotto nel 2018 è di oltre 300 milioni di euro e rappresenta il 5,6% del totale degli occupati.

Settori coinvolti non direttamente riconducibili alle attività culturali: inventariazione e catalogazione, diagnostica, progettazione e restauro, sistema della sicurezza, promozione, divulgazione, formazione, le produzioni tipiche, attività manifatturiere e del commercio al dettaglio collegate alle produzioni dell’industria culturale, turismo, trasporti, attività edilizie, di ricerca e di sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali e umanistiche

Il presidente govoni

«Lo sviluppo responsabile e consapevole del patrimonio italiano, fatto di arte, di cultura e di imprese – ha sottolineato Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di Ferrara - è fondamentale per rilanciare la nostra economia ed è indispensabile per assicurare un significativo e sostenibile vantaggio competitivo al sistema-Paese. Gli investimenti in cultura producono rilevanti effetti positivi sul made in Italy e sulla sua capacità di riconquistare quote nuove e a più alto valore aggiunto sui mercati globali, oltre che sulla crescita qualitativa dei flussi turistici. Questo è vero – ha concluso il presidente della Camera di commercio - non solo per i settori con i quali tradizionalmente si identifica il prodotto italiano famoso nel mondo - moda, design e alimentare - ma è vero soprattutto per il resto del sistema industriale e produttivo che compete sulla scena globale con prodotti ad alto contenuto di tecnologia».

Ottomila impresE

Per la provincia di Ferrara si tratta di oltre 8.000 imprese che non producono solo beni culturali, ma che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività. Quindi il design, l’architettura e la comunicazione: industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia, dal turismo all’enogastronomia fino ai servizi e manifatturiero. Ma la cultura ha effetti anche sul contesto grazie a un moltiplicatore pari a 1,8: in altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. I 95,8 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 169,6 per arrivare a 265,4 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale, il 16,9% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo beneficiario di questo effetto volano. Un effetto competitivo confermato anche dal fatto che le aree geografiche dove maggiore è il fatturato della cultura sono anche quelle dove è forte la vocazione manifatturiera. —

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