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Sciopero camera penale 

Emergenza carceri «L’attuale governo viola la Costituzione»

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«In nome di una idea sgrammaticata di “certezza della pena”, si insegue un consenso popolare costruito sulla sollecitazione delle emotività più rozze e violente della pubblica opinione: il detenuto “marcisca in carcere”». Con un duro comunicato contro il governo giallo-verde, la Camera Penale Ferrarese ha aderito ieri «all’astensione dalle udienze penali e da ogni attività giudiziaria nel settore penale, con esclusione dei processi con imputati detenuti in custodia cautelare, proclamata dalla Unione Camere Penali Italiane».

Lo scopo dell’astensione è focalizzare lo sguardo sulla situazione carceraria in Italia, «invitando in primis il governo a prendere coscienza e conoscenza della reale portata del problema. L’esecuzione penale in Italia ha oramai imboccato un vero e proprio vicolo cieco - scrive la Camera penale - e le violazioni dei diritti umani sono quotidiane. L’atteggiamento dell’attuale governo è in totale contrasto con i principi costituzionali e con le più elementari regole di un Paese civile».

Da respingere per l’organo che rappresenta gli avvocati penalisti «una visione “carcero-centrica” che si pone in netta antitesi con il dettato contenuto in Costituzione, che fa riferimento alle “pene” (art. 27) e non alla “pena”: dunque non solo carcere, ma anche altre sanzioni e misure che possano responsabilizzare il condannato in un percorso punitivo-rieducativo volto a recupero».

Uno degli aspetti più contestati riguarda la riforma dell’ordinamento penitenziario, «chiesta dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza-pilota Torreggiani dell’8 gennaio 2013: dopo l’irresponsabile battuta d’arresto causata dal precedente governo, è stata definitivamente affossata dall’attuale maggioranza. I decreti legislativi emanati hanno reso operativa solo una minima parte del lavoro delle Commissioni Ministeriali chiamate ad indicare percorsi di modernizzazione del sistema detentivo». Intanto «a Ferrara oggi vi sono 355 detenuti a fronte di una capienza di 244. Un solo medico di base ogni 315 detenuti invece di un medico ogni 150 e piante organiche insufficienti». —

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