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Il costruttore: «Bolla di sapone Ma che danno per la società...»

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«Tutto si risolverà in una bolla di sapone, non abbiamo nulla da temere». E’ tranquillo Giuseppe Tassi, titolare della principale ditta che ha lavorato all’adeguamento del Paolo Mazza ai nuovi palcoscenici conquistati dalla Spal e che in questi giorni è impegnata nel ciclo di verniciature che la scorsa estate non si riuscì a completare. Sereno, ma allo stesso tempo amareggiato. «Ho fiducia nella Procura, ma lasciatemi dire che sono meravigliato per come sono arrivati i sequestri: gli approfondimenti tecnici forse potevano essere svolti prima». Nella sede della Tassi Group, a Pieve di Cento, i finanzieri si sono presentati nella primissima mattinata di ieri. «Non ero presente, ma ho detto ai miei collaboratori di mettersi a disposizione, di dare accesso a faldoni e computer», racconta.

L’indagine ha individuato la criticità maggiore nella Curva Est, un’opera realizzata la scorsa estate. «Come impresa abbiamo seguito i progetti scrupolosamente, è stato un lavoro a regola d’arte, che ha ampiamente superato i collaudi degli ingegneri esterni nominati dal Comune», precisa Tassi. Sottolineando come di partita casalinga in partita casalinga, l’infrastruttura non abbia evidenziato problemi, pur essendo stata quasi sempre piena di tifosi. «Possiamo dire che si è ulteriormente collaudata con l’uso».

Sereno, ma amareggiato e crucciato. «Da tifoso, prima ancora che come partner, sono vicino alla società. Un sequestro in piena campagna abbonamenti, con il campionato alle porte, è un brutto danno, la Spal non lo merita». La partita si sposta sui tempi. «Speriamo facciano in fretta».

Ieri il direttore generale della Spal, Andrea Gazzoli, a colloquio con gli inquirenti raccomandava, appunto, tempi celeri. —

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