Il turismo guarda all’Europa Delta pronto a candidarsi
Sono 91 i progetti presentati da privati ed enti pubblici per i Piani di azione Il primo step è superare l’attuale divisione e viaggiare verso un Parco unico
MESOLA. Ieri in Castello a Mesola l’incontro di presentazione finale del percorso di candidatura alla Carta Europea del Turismo sostenibile (Cest) che ha coinvolto il territorio della Riserva di Biosfera del Delta del Po e i territori dei Comuni afferenti ai due Parchi regionali del Delta del Po, del Veneto e dell’Emilia-Romagna.
i progetti
I progetti presentati per i Piani d’azione sono stati 91 da parte di 20 soggetti di cui 12 pubblici, 6 privati e 2 misti, per un budget complessivo di circa 35 milioni di euro: il 75% da parte di soggetti pubblici ed il 14% di privati. Progettualità e numeri importanti che, in caso di esito favorevole della presentazione della candidatura per il conferimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile (Cest), costituirebbero una sicura base di sviluppo per favorire e sostenere il turismo sostenibile nel territorio del Delta del Po.
Un territorio suggestivo ed irripetibile che dovrebbe imparare e vedersi in modo univoco, anche attraverso l’effettuazione sinergica dei numerosi interventi proposti finalmente da parte di un unico organismo di gestione.
E di questa necessità ormai imprescindibile sono consapevoli numerosi rappresentanti pubblici presenti ieri al castello di Mesola in occasione della presentazione pubblica della candidatura per la Cest attraverso la definizione di una strategia e di in Piano d’azione comuni. Con l’obiettivo di perseguire la protezione del patrimonio naturale e culturale del territorio deltizio, favorendo anche il necessario continuo miglioramento del turismo sia in termini di riduzione degli impianti ambientali connessi al territorio.
All’incontro erano presenti con il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani, tra gli altri, Marco Fabbri, nella duplice veste di sindaco di Comacchio e di presidente dell’Ente di gestione del Parco del Delta lato ferrarese, Massimo Medri, sindaco di Cervia, Lorenzo Marchesini, presidente del Gal Delta 2000 e Marcella Zappaterra, consigliere regionale che si è spesa per l’ottenimento del riconoscimento del nostro territorio a Riserva Biosfera Mab Unesco.
modalità e procedure
Ad illustrare modalità e procedure di definizione dell’articolato corposo progetto per l’ottenimento, probabilmente nel corso della primavera del 2020 dell’ambito riconoscimento Cest, è stato Filippo Lenzerini, consulente di Federparchi, rappresentato da Maria Villani, Ente che per l’occasione, ha fornito il necessario supporto tecnico.
Ed i diversi intervenuti hanno sottolineato la necessità di agire in modo sinergico in modo da superare, di fatto, l’attuale articolazione dei due Enti per la gestione del Parco del delta del Po.
Così, Fabbri ha parlato della necessità di «mettere a sistema le tante azioni in programma, integrando gli sforzi anche con Ente Parco del Veneto», opinione condivisa dal vicesindaco di Loreo, Andrea Galdiolo in rappresentanza del Parco Delta Veneto, «la Cets rappresenta un grande banco di prova, ma anche un punto di partenza per nuovo assetto del Parco del Delta del Po».
Quasi a suggellare questo nuovo e significativo modo di interpretare e gestire il territorio deltizio anche attraverso la Cets, la strategia ed il Piano d’azione sono stati approvati all’unanimità da parte degli enti pubblici e dei privati presenti. —
Piergiorgio Felletti
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