La Nuova Ferrara

Ferrara

bondeno 

Ricostruzione post sisma Incagliata nella burocrazia un’azienda ricorre al Tar

Il dilemma sul fabbricato danneggiato, se abitazione o edificio produttivo, risolto dal tribunale, ma ora va riaperta tutta la procedura 

2 MINUTI DI LETTURA





BONDENO. Si era rivolto per due volte alla piattaforma Sfinge, ma di fronte all’ipotesi di non vedersi riconoscere i contributi per la ricostruzione, nel 2017 la sua pratica era stata trasferita per competenza sulla piattaforma Mude, in base ai contenuti dei documenti prodotti che parevano accertare un uso abitativo e non funzionale all’azienda di un immobile.

DIETRO FRONT

Peccato che, nel frattempo, un ricorso al Tar avesse dato ragione al cittadino richiedente e, pertanto, in base a quanto stabilisce un’ordinanza del commissario straordinario per la ricostruzione, l’unica strada percorribile è la prosecuzione dell’iter sulla piattaforma Sfinge, dalla quale era partito il tutto.

Nella speranza che la ricostruzione di questo immobile, alla fine, possa arrivare ad un lieto fine. Dire che è il più classico caso di sovrapposizione di pratiche amministrative è poco, ma è quanto accaduto effettivamente al legale rappresentante di una azienda agricola di Burana.

La sua pratica per la ricostruzione dell’immobile lesionato dal sisma era partita nell’ormai lontano 2015: con due distinti tentativi di accedere ai contributi mediante Sfinge, a rischio però di essere vanificati dal fatto che parevano non sussistere i requisiti, ai sensi dell’ordinanza 57/ 2012, per avere accesso ai contributi.

SPOSTAMENTO E RICORSO

La pratica riferita ad un immobile di via Virgiliana, nel frattempo, era stata trasferita sull’altra piattaforma dedicata (Mude), relativamente alla ricostruzione di un’abitazione non “strumentale” all’azienda, così come emerso dalle pratiche Sfinge alle quali si erano attenuti anche i tecnici del municipio di Bondeno.

Nel frattempo, tuttavia, era partito anche un ricorso dello stesso cittadino al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) attraverso il quale il richiedente aveva cercato di contestare le motivazioni della sua esclusione dai contributi post-sisma.

IL VERDETTO

Il Tar ha di fatto riconosciuto la “strumentalità” del fabbricato, che dunque sarebbe funzionale all’azienda.

Un verdetto inequivocabile, che ha costretto i tecnici del Mude – venuti a conoscenza delle variazioni intervenute durante un incontro tecnico svoltosi nei mesi scorsi in Regione – a revocare l’ordinanza 88 del 28 settembre scorso, che prevedeva i contributi per la ricostruzione del fabbricato che pareva unicamente ad uso abitativo.

A questo punto, in virtù dei contenuti delle ordinanze commissariali succedutesi nel corso del tempo, il rappresentante dell’azienda agricola si vedrà costretto a proseguire l’iter su Sfinge. Sperando che stavolta sia davvero la volta buona. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google