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Commercio in crisi I piccoli paesi soffrono l’assenza di negozi

A.V.
Commercio in crisi I piccoli paesi soffrono l’assenza di negozi

Colpita in particolare la parte di popolazione più anziana  Rafforzare le frazioni obiettivo di tutti i candidati a sindaco

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Copparo. Si delinea una situazione piuttosto problematica all’interno dell’Unione Terre e Fiumi, che comprende al suo interno i comuni di Copparo, Riva del Po e Tresignana. I servizi primari, dalle ultime analisi effettuate dall’organo competente dell’Unione, sono – in molte aree – insufficienti in rapporto al numero di residenti.

In altre zone, risultano completamente assenti, provocando disagi ai cittadini. Sono ben 17 i centri abitati colpiti da questa progressiva rarefazione. Un fenomeno che fino ad ora non sembra intenzionato a subire rallentamenti.

Crisi e problemi

Un duro scontro con la realtà per i piccoli ecosistemi economici locali, interessati da un declino che ha radici molto profonde. Negli ultimi anni, questi territori hanno risentito in modo grave di fenomeni di spopolamento e di crisi economica e oggi vedono la presenza di una popolazione anziana sempre più bisognosa di validi punti di riferimento e servizi. I centri presi in esame (i dati sono pubblicati sopra) non sono corrispondenti all’intero territorio comunale, ma sono contraddistinti da caratteristiche di isolamento rispetto ai centri maggiori.

Il risultato è che, soprattutto per la popolazione anziana, i centri più grandi – dove sono insediati i servizi – risultano difficili da raggiungere, costringendo un numero sempre più grande di persone ad un continuo esodo verso i capoluoghi, raggiungibili con strade comunali a carreggiata ridotta e inserite in contesti rurali di estese dimensioni, tipici della bonifica ferrarese.

E le alte temperature di questi giorni non aiutano di certo gli spostamenti.

Attività fantasma

Nel tempo, oltre ai servizi commerciali, le aree minori hanno visto scomparire le principali attività rivolte alla cittadinanza, come uffici postali (spesso aperti solo pochi giorni alla settimana), bancomat e sportelli bancari, così come attività produttive e artigianali e imprese economiche diverse da quelle commerciali. Colpito anche il trasporto pubblico locale, ormai sempre più rarefatto e spesso insoddisfacente.

I candidati sindaci, nel corso della campagna elettorale per le recenti amministrative, avevano inserito nel loro programma la necessità di riportare ai fasti d’un tempo le attività commerciali locali. Una promessa d’impegno che potrebbe donare la speranza di rinforzare il tessuto sociale e fornire servizi adeguati per aiutare quella fetta di popolazione ancora confinata in aree rurali. —

A.V.

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