Il progetto Value lancia la valorizzazione dei siti archeologici
LIDO ESTENSI. Valorizzare il patrimonio culturale e ambientale di siti archeologici tra l’Italia e la Croazia, è l’obiettivo che si pone il progetto Value di cui è capofila il Comune di Comacchio. L’articolato intervento, che è stato presentato ieri all’hotel Logonovo di Lido Estensi, intende proporre ed avviare un modello di sviluppo incentrato sull’integrazione tra le filiere culturale, scientifica e produttiva, dimensionate in forma distrettuale.
All’incontro erano presenti il sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, il dirigente comunale, Roberto Cantagalli, Marco Gottardi del Parco Delta Po del Veneto, Marco Conficoni di Delta 2000 e Ugo Toic per la città di Cres (Croazia).
Due le relazioni tecniche, con Cristina Ambrosini, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio, che ha evidenziato come il progetto sia «un modo per vivere il nostro territorio, non solo sulla costa». Mentre Monica Castellini ha ribadito l’impegno di Unife «organizzando un Master di secondo livello, di alta formazione, fortemente integrato sul territorio».
ITALIA E CROAZIA
Al progetto, finanziato dal programma europeo Italia-Croazia, partecipano anche le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, il Parco regionale Veneto e Delta 2000. Per la parte croata, figurano le città di Kastela, Korcula e Cres.
Un intervento che, ha sottolineato Cantagalli, «vale 3 milioni e 200mila euro, di cui 900mila euro assegnati al Comune di Comacchio, con scadenza giugno 2021 e che connette la filiera turistica a quella culturale ed ambientale, per una concreta opportunità di crescita dei territori coinvolti nell’ambito di progettualità territoriale che prevede 26 interventi nel Delta, 11 a Forlì, 24 a Ravenna e 13 a Rimini».
I siti
I siti culturali archeologici in cui verranno realizzate azioni pilota sono nove, di cui quattro nel territorio del Mab Unesco Delta Po; a Comacchio l’intervento si propone di realizzare un parco archeologico che consenta ai visitatori di immergersi nell’antica realtà della città di Spina; a Pomposa, poi, la digitalizzazione dell’archivio storico del monastero benedettino. Ed ancora, in Veneto, con la ricostruzione di un insediamento ad Adria e di scavi archeologici nel complesso romano e paleocristiano di San Basilio ad Ariano Polesine.
Nei siti croati si realizzeranno invece tre azioni pilota; l’attivazione di una rete di percorsi storici e sentieri nell’area archeologica di Cherso, la valorizzazione del sito archeologico Ostrog con la collina Balvan a Kastela; la ricostruzione di un complesso di edifici a Korcula. —
Piergiorgio Felletti
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