Riaperta la chiesa A Reno Centese ha vinto la speranza
Tutta la comunità alla messa celebrata dal vescovo Zuppi «Sette anni dopo il sisma la comunità torna nella sua casa»
RENO CENTESE. «Dopo la distruzione, la paura e il buio, la luce torna ad illuminare la nostra chiesa, più bella, solida e sicura di prima. Dopo sette lunghissimi anni, ritorniamo a casa». Ultimati i lavori di recupero post sisma, ha riaperto martedì sera la chiesa di Sant’Anna. Un evento per Reno Centese nel giorno dell’anniversario del martirio di Sant’Elia Facchini.
LA RINASCITA
Una festa, una rinascita, poter rientrare a sette anni di distanza, in quella chiesa ferita dal terremoto. A celebrare la messa di riapertura, il vescovo Matteo Zuppi, affiancato dal parroco don Marco Ceccarelli. Presenti don Alberto De Maria, monsignor Guizzardi e da diversi sacerdoti del vicariato.
«Finalmente rientriamo a casa» ha aperto Marco Balboni. A nome della Parrocchia di Sant’Anna e della comunità delle 4 parrocchie, il benvenuto al vescovo Zuppi, al sindaco Fabrizio Toselli, all’assessore regionale Palma Costi e alle forze dell’ordine: «Abbiamo conosciuto la paura, il dolore per la perdita del nostro Leonardo Ansaloni – in prima fila, la moglie Gloria –, la fragilità e la precarietà di ogni cosa, ma anche scoperto la condivisione, la solidarietà, la forza della reazione, la speranza, e un modo diverso e più profondo di essere Chiesa, fatto di comunione e concretezza. Torniamo nella nostra Chiesa: rappresenta la nostra storia, racconta chi siamo stati e chi siamo. Ci è mancata molto».
NUOVA CAPPELLA
Una piccola chiesa, oggi sempre più preziosa. Realizzata infatti nella sacrestia, la nuova cappella dedicata a Sant’Elia martire. Custodite qui, le reliquie arrivate dal convento di Rimini da cui il padre francescano, nato a Reno Centese, partì come missionario per la Cina, ucciso poi, insieme a decine di cristiani, il 9 luglio del 1900.
Nel ringraziare Regione, Curia e Diocesi, Comune, Soprintendenza, tecnici e progettisti, e quanti hanno lavorato alla riapertura della chiesa, le parole di don Marco, coronate da un lungo e sentito applauso: «In questi 7 anni, Reno Centese ha avuto a che fare con due ricostruzioni: la prima accettare di condividere il prete con Alberone, Casumaro e Renazzo... la seconda quella della chiesa» Dopo tanta attesa, una giornata intrisa di emozioni, per Reno Centese, celebrata dal vescovo Zuppi: «Riavere la propria casa è sempre un momento di gioia. Il restauro l’ha resa più bella di prima e qui si riscopre di essere comunità. Siate come Sant’Elia, testimoni dell’amore di Dio».
«Bentornati a casa – è intervenuto il sindaco Toselli –, la riapertura della chiesa è un segno tangibile e spirituale di rinascita, di speranza». Oltre al ricordo indelebile delle vittime, l’impegno confermato dalla Regione, con l’assessore Costi: «Quella di Reno Centese è una delle 21 chiese che riapriremo tra maggio e ottobre. Tanto è stato fatto, tanto resta da fare, come completare il recupero del campanile e della canonica di Reno Centese e iniziare i lavori nelle chiese di Casumaro e Alberone». –
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